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Un pesce di nome Wanda

Regia di Charles Crichton vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Un pesce di nome Wanda

di Lina
6 stelle

Commedia di fine anni ottanta simpatica, ma decisamente sopravvalutata dal pubblico. Non ho riso quanto mi aspettavo, ma forse il mio giudizio è condizionato dal fatto che non trovo poi così divertente e geniale l’umorismo britannico.

Infatti, questa black comedy un po’ acida e cattivella, seppur funzionale sotto il profilo tecnico, non può vantare gags e sequenze realmente esilaranti a raffica come si spera e poi, gran parte del suo successo lo deve ad un cast ben scelto ed affiatato che si cimenta in delle interpretazioni alquanto esclusive ed inedite – come la bella (?) figlia di Tony Curtis, Jamie Lee, nel ruolo della sessuomane bomba sexy della situazione e Kevin Kline nel ruolo del macho grezzo e bislacco – ma per quanto la messa in scena sia credibile e godibile, la trama non è del tutto fluida a causa di una narrazione farraginosa che unisce una serie di siparietti comici spesso dislegati tra loro che non sempre fanno ridere e che talvolta possono anzi risultare addirittura sgradevoli e fastidiosi – o perlomeno è così dal mio punto di vista perchè io, pur essendo un'estimatrice delle commedie nere, sono anche una grande amante degli animali e piango anche solo se mi muore un pesciolino! ...Pertanto non ho trovato per nulla divertenti le scene in cui il personaggio balbuziente nei suoi vari tentativi di uccidere una vecchietta, le uccide per errore tutti i cani ed anche nelle maniere più orrende, così come non ho trovato affatto divertente, ma solo grottesco ed anche impressionante e disgustoso, vedere Kevin Kline mangiarsi uno ad uno e perfino ancora vivi e crudi, tutti i pesci tropicali dell’acquario del balbuziente che non vuole cedere ai suoi ricatti.

Per il resto il film è spassoso, è vero, ha un buon ritmo ed una volta tanto offre anche un epilogo non banale, bensì inaspettato, tuttavia ce ne sono di commedie migliori ed onestamente, per quanto io adori Kevin Kline come attore ritenendolo di una bravura e di una simpatia estrema, credo che in questo caso sia stato esagerato assegnargli l’oscar come miglior attore non protagonista per il suo ruolo di Otto, ruolo indubbiamente ben interpretato, ma ben lungi dal risultare iconico o memorabile.

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