Espandi menu
cerca
Per qualche dollaro in più

Regia di Sergio Leone vedi scheda film

Recensioni

L'autore

scandoniano

scandoniano

Iscritto dal 27 giugno 2002 Vai al suo profilo
  • Seguaci 74
  • Post 18
  • Recensioni 1430
  • Playlist 32
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Per qualche dollaro in più

di scandoniano
8 stelle

Secondo film della “Trilogia del dollaro”, con l’ingresso da star di Lee Van Cleef, che si allea con Eastwood, riconfigurando il concetto di amicizia nel western. Morricone addirittura si migliora rispetto alla precedente collaborazione con un Leone che conferma qui tutti i crismi della sua poetica filmica.

Secondo capitolo della cosiddetta “Trilogia del dollaro”, messa in scena da Sergio Leone con la definitiva rifondazione e il relativo rilancio del genere western attraverso il filone spaghetti. A un anno di distanza dal precedente “Per un pugno di dollari”, Leone riprende nello stile e nelle ambientazioni molti dei punti di forza dell’archetipo, a cominciare dall’accompagnamento musicale affidato a Ennio Morricone che suona la carica nelle scene madri, con un’adeguata dose di adrenalina, caratterizzando al contempo la narrazione con la partizione per carillon dedicata all’orologio a cipolla dell’Indio (Gian Maria Volontè). Anche nel parco attori il film ripropone i medesimi protagonisti del capitolo precedente (con l’affermatissimo attore italiano c’è naturalmente anche Clint Eastwood), ai quali si aggiunge Lee Van Cleef, a cui Leone, nelle primissime scene del film, dedicata un’entrata da vera star. Sempre nel cast, tra i caratteristi della banda dell’Indio conferma per Mario Brega, a cui si aggiunge un giovanissimo Klaus Kinski.

La trama narra di due bounty killer giunti in una sperduta cittadina del west a raccattare delinquenti per danaro. Il monco e lo straniero finiscono per arrivare allo stesso obiettivo, la banda dell’Indio, intenta a rapinare l’inespugnabile banca de El Paso. Tra giochi di alleanze, tradimenti e duelli, Leone ripropone il suo cinema spettacolare e machista,  con la brillantezza dei dialoghi e le memorabili caratterizzazioni, sfruttando lo stesso set (per sommi capi) del precedente “Per un pugno di dollari”, in cui la vera novità è rappresentata dalla rifondazione del concetto di amicizia (sincera, virile, onesta) che si instaura tra i due protagonisti buoni.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati