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No - I giorni dell'arcobaleno

Regia di Pablo Larrain vedi scheda film

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GIMON 82

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La recensione su No - I giorni dell'arcobaleno

di GIMON 82
8 stelle

I giorni dell'arcobaleno sono fatti di materia da sogno,crescono da un idea e divengono un "utopia" reale.
Il Cile "post-post mortem" di Larrain è qui,nell'isola d'una materia civile piegata a se stessa,vive sotto l'orda di un terrore "edificante" e repressivo.Usa la telecamera a mano e un "finto" stile televisivo il regista,parlando a noi e immergendoci nella terra di Pinochet.E' un lembo sudamericano prosciugato dal totalitarismo,pregno di "desaparecidos" e paura concreta.
Vi è pero' un angolo di speranza,nel referendum indetto sotto pressione dell'opinione politica e pubblica dell'estero.
Quel referendum "diviso" in due:un SI o un NO.
Per continuare sotto l'ordine delle divise fascistoidi, oppure per andare avanti col sorriso della speranza.Allora vi è un viso giovane,pulito e dolce:d'un pubblicitario interpretato da Gael Garcia Bernal.
E' il suo viso latino da piccolo condottiero,a costruire ironici e speranzosi stralci di TV sana,allegra e vitale.
Quella pubblicita' in stile anni 80,resa da Larrain un pezzo reale e tangibile che va aldila' del cinema.
Il NO è una voce  urlante, chiede uno spazio di vita,dove crescere,emergere e camminare.
Larrain lascia dunque lo spazio alla cinepresa mobile,forte come il carattere di Renè/Bernal,uno che non s'abbatte di fronte alle coercizioni minacciose dell'ala "Pinochetiana" del suo direttore,interpretato dall' ottimo Alfredo Castro.
Il NO è quello che vince,con la forza e la sollecitudine d'un intero popolo stanco e svuotato da un quindicennio di barbarie.
Il NO di Larrain è un pezzo di cinema didascalico,utile come non se ne fa piu'.E' una materia societaria recente eppure attuale,stagliata in snodi di riprese turbolente,come negli scontri repressivi dei soldati contro i manifestanti.
110 minuti di forte impatto recitativo e registico compongono il quadro di NO,non scendono a compromessi,parlando la lingua universale dello spettatore e di ogni essere umano:la voce del sorriso.E' una voce potente, arriva dritto al cuore, colorandosi di tinte vivaci,riuscendo a travalicare sentimenti d'un passato d'orrore brutale.
Il NO vincera',grazie al viso dolce di Bernal,al suo corollario di pseudo-socialisti,credenti d'un futuro colorato,che riempia i vuoti d'un passato grigio.
E' merito d'una regia reale,d'un taglio televisivo puramente anni 80,che fa della speranza e l'allegria le icone d'una "religione" stampata sui visi dei personaggi.
NO è un film vitale,contrapposto all'aura mortifera del precedente "post mortem",traendo linfa filmica e registica dalle performance "ottimistiche" del cast.
Nonostante cio' vi è il binario parallelo d'un incertezza futura,che si legge a pieni occhi,nello sguardo finale di Bernal.Perplesso e svuotato dell'energia utopica ed illusoria di cui la narrativa di Larrain è ricca,è un messaggio per il domani,speranzoso di certo ma "chiuso" dal passato amaro e lacerante........

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