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Quartet

Regia di Dustin Hoffman vedi scheda film

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La recensione su Quartet

di bufera
8 stelle

QUARTET è l’opera prima di regia, a 75 anni, del grande attore Dustin Hoffman, tratta da un’opera teatrale di Ronald Harwood, che parla di anziani, ospiti di una casa di riposo per artisti di opera lirica inglesi in pensione, la Beecham House subito  fuori Londra.  I nostri anziani non sono certo comuni, ma sono artisti e specificamente dedicati alla lirica, nei quali l’avanzare dell’età  con tutte le sue tipiche conseguenze sulla salute e la personalità di individui che hanno conosciuto una certa fama, ha un impatto attutito e compensato da una sorta di distacco dalla vita comune e la consapevolezza di essere stati, e di esserlo ancora, fortunati in quanto testimoni dell’arte e soprattutto della musica. A dispetto di vuoti di memoria, dolori osteo-articolari ed altro, il luogo è un fermento di prove, lezioni a giovani amanti della musica e conferenze, per cui si sente tanta musica che tutto rallegra e nobilita, anche se tende ad essere un po' troppa, ma di necessità per il tema. Sparsi a gruppetti nel magnifico parco, gli ospiti  parlano, discutono, talora anchecon frecciatine, altri manifestano amicizie invidiabili come quella tra Reggie ( Tom Courtenay) e Wilf (Billy Connolly) con la consorte Cissy ( Pauline Collins), talora non molto in sè, ma deliziosamente entusiasta e collaborativa. Con l’arrivo della grande soprano Jean Horton (Maggie Smith), dopo qualche resistenza e asprezza, per essere stata una grande diva, ma con la volontà di recuperare il rapporto con l’ex- marito Reggie, si ricostituirà il quartetto che era famoso nell’interpretazione del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Questo accade proprio nel periodo in cui gli artisti organizzano, per l’anniversario della nascita del grande Maestro, il concerto annuale per raccogliere fondi, necessari alla sussistenza della Casa.Nel momento di iniziare l'esibizione del quartetto, Reggie dichiara il suo mai cessato amore a Jean e le chiede di sposarlo di nuovo, con somma felicità di lei .Gli artisti sono ripresi di spalle e le loro voci si diffondono nell’aria serale provenienti dal bell’edificio d'epoca, con le finestre illuminate, la cui sagoma va svanendo nella notte con il canto, dolcemente come prima o poi avverrà per gli anziani artisti. Grande prova di attori, diretti da un grande attore, che come regista non eccede in nessun senso ma costruisce, con fine  intelligenza e una certa originalità, un film    pregevole,   che intrattiene, commuove e spesso fa sorridere. Maggie Smith a parte, che è un mito e sempre si riconferma tale, di grande vivacità e supporto è il personaggio interpretato da Billy Connolly, mentre  Tom Courtenay (chi non  lo ricorda in "Servo di Scena" con Albert Finney ? ),conferendo una sincera emozionabilità al tenore Reggie insieme ad una gradevolezza fisica che non aveva nemmeno da giovane, si impone nella memoria.Da non trascurare i titoli di coda che includono le foto giovanili e attuali e i nomi degli artisti ospiti della casa di riposo.

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