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The Lone Ranger

Regia di Gore Verbinski vedi scheda film

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Maciknight

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La recensione su The Lone Ranger

di Maciknight
4 stelle

Divenendo adulto non ho più apprezzato i film della Walt Disney, col passare del tempo sempre meno, e non credo dipenda solo dal mio invecchiamento anagrafico ma dalla qualità in declino, soprattutto intellettuale. Il loro target rimane il giovane o l’adulto rimasto tale intellettualmente e psicologicamente, ma ho come l’impressione che quelli di alcune generazioni addietro li ritenessero più intelligenti di quelli attuali, altrimenti film come questo non si spiegherebbero, non li avrebbero prodotti in passato. Mi è parso un film sospeso, o meglio in sospensione, tra lo stupido, il ridicolo, il patetico, il grottesco, l’avventuroso e le comiche mute … come non trovasse un equilibrio ed una collocazione narrativa. Senza contare poi le forzature buoniste tipiche delle produzioni Disney, solo loro potevano inventarsi un protagonista pacifista ostile alle armi da fuoco nel Far West della seconda metà dell’800 per di più in Texas. Naturalmente evitando di far vedere il sangue, con le solite edulcorazioni ipocrite da autocensura per ottenere il bollino verde dei filmetti per famiglie tutto casa e chiesa e castità. Una simile scelta opportunistica ovviamente richiede sacrifici, ed infatti si sacrifica il realismo, la credibilità, per cui l’avventura diventa buonista, innocua, all’acqua di rosa, pur dovendo per forza contenere componenti tragiche e di brutalità, ma la violenza viene sempre e solo sfiorata nella sua evidenza e ripercussioni, mai mostrata veramente ma solo accennata, inertizzata sfumata, sfiorata, sorvolata. Stendiamo poi un velo pietoso su alcune scene che in quanto a spettacolarità sono magistrali ma per coerenza e realismo lasciamo perdere, come il nugolo di frecce che all’improvviso piombano sul reparto di soldati di cavalleria a difesa degli interessi della ferrovia. Siccome non mi risulta che i Comanche fossero dotati di arco lungo gallese (longbow) e di visori notturni agli infrarossi, mi pare difficile potessero tirare a distanze di parecchie centinaia di metri e colpire con precisione. Così come è improbabile che un reparto di cavalleria fosse dotato addirittura di due mitragliatrici Gatling con le quali far letteralmente strage di indiani (tra l’altro piuttosto tardiva come denuncia filmica sull’argomento, inoltre gli indiani in combattimento non erano così stupidi da insistere in un attacco suicida, una visione culturale occidentalizzata). Fallisce anche didatticamente la scena in cui per far fuggire i bianchi avidi ed invasori da una galleria i due protagonisti (un indiano di tipo sciamanico fuori di testa ed un bianco uomo di legge pacifista, scusate l’ossimoro) ricorrono al trucco dell’uccello morto in gabbia per simulare la presenza di Grisou. Senza tornare a scuola o a leggere romanzi d’avventura un poco più seri di questo cazzeggio per adolescenti di buona famiglia, ma mi pare di ricordare sia un gas tipico di miniera, carbone e zolfo per intenderci, quindi in profondità, difficile che lo si possa trovare in una galleria ferroviaria di superficie … Indubbiamente è un film il cui scopo era solo divertire, sfiorando argomenti seri ma pretestuosi ed abusati, e per farlo si ricorre a tutti gli ingredienti dei film d’avventura, dei fumetti, delle comiche, ecc., spingendo l’acceleratore sul ritmo frenetico ed effetti digitali esplosivi e fantasy a iosa per non farsi mancare nulla (come il cavallo bianco magico, incarnazione di spiriti indiani, tra l’altro l’unico protagonista del film, dotato di dignità, che ho apprezzato, per il quale credo si siano ispirati al cavallo di Lucky Luke). Solo che per apprezzare l’accozzaglia di ingredienti propinati non basta tornare bambini … Credo che la Disney abbia ormai fatto il suo tempo e sia sempre più anacronistica, quantomeno non regge la competizione con una concorrenza decisamente superiore.

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