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Il padrino - parte III

Regia di Francis Ford Coppola vedi scheda film

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La recensione su Il padrino - parte III

di ethan
7 stelle

Rivisto a distanza di anni, 'Il padrino parte III' perde il confronto con il trascorrere del tempo: il film di Francis Ford Coppola conserva gli elementi tipici dei predecessori, vale a dire il gran numero di personaggi, un senso drammaturgico tra l'epico ed il tragico, l'esplosione incontenibile della violenza e la tendenza a mescolare fatti privati della famiglia con eventi storici reali (molto romanzati...) ma il risultato, pur essendo ancora una volta una lezione di montaggio parallelo e suspense nella lunga sequenza pre-finale, è inferiore alle attese e rappresenta una conclusione dignitosa di una trilogia ma non certamente all'altezza dei due capolavori assoluti che l'hanno preceduto.

Mentre la regia sontuosa di Francis Ford Coppola crea un'atmosfera di tensione sempre palpabile, che si accresce nell'ultima parte del film, la fotografia di Gordon Willis, sempre improntata su colori molto forti, con prevalenza di tonalità buie, è ancora una volta magistrale ed un autentico valore aggiunto (e finalmente almeno degnata di considerazione dall'Academy con l'unica sua nomination su tre film!) e gli interpreti offrono (salvo la conclamata eccezione di Sofia Coppola, la cui carriera di attrice dopo questo ruolo si è giustamente affossata) nella struttura corale dell'opera una buona prova - su tutti l'allora rivelazione Andy Garcia nella parte del figliastro dell'impulsivo Sonny (interpretato ai tempi da James Caan) - i problemi risiedono da un lato nella sceneggiatura e dall'altro nella delineazione dei personaggi.

Lo script pesca a piene mani da tanta cronaca nera italiana di fine anni '70 - lo scandalo della Banca Vaticana guidata da Marcinkus, le morti di papa Luciani da una parte e di Roberto Calvi dall'altra, i riferimenti ad Andreotti - ma il consueto mix tra pubblico e privato non funziona, con troppe scene campate per aria e al limite del ridicolo ed altre che non son altro che riproposizioni rabberciate di situazioni già viste ma svolte decisamente meglio in passato.

Per quanto riguarda invece i personaggi e già detto dell'impacciata figlia dell'autore alle prese con il ruolo della figlia del capofamiglia Michael Corleone (Al Pacino), a destare dei dubbi sono il gangster rivale Joey Zasa, reso comunque con bravura da Joe Mantegna e l'anziano boss che trama alle spalle dei Corleone don Altobello, tratteggiato in maniera troppo caricaturale dal pur grande Eli Wallach.

I momenti più vibranti della pellicola rimangono quindi i flashback, ricchi di rimpianti, del boss reso ancora una volta alla grande da Al Pacino: tali momenti si potrebbero leggere anche dal punto di vista metalinguistico, con il capo, ormai anziano, visto come un'impersonificazione del cineasta stesso che ri-vede e ri-pensa a quanto fatto nei primi due episodi e li vede come qualcosa di distante ed inarrivabile!

Voto: 7 (di pura stima).

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