Qualcosa nell'aria

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Regia di Olivier Assayas

Con Clement Metayer, Lola Creton, Felix Armand, Carole Combes, India Menuez, Hugo Conzelmann, Mathias Renou, Léa Rougeron, Martin Loizillon... Vedi cast completo

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Trama

In mezzo al caos degli Anni Settanta, derivante dalla rivoluzione culturale del maggio francese del 1968, il liceale diciassettenne Gilles cerca di trovare la sua strada tra gli eccessi violenti dei compagni di sinistra, i labirinti di una rivoluzione non ancora conclusa e i dubbi di una vocazione artistica in fieri. Aspirante artista e regista, Gilles rifiuta di credere che il coinvolgimento politico assoluto sia l'unica via per realizzare i propri sogni e prova a rifuggire le regole seguite da tutti i coetanei d'Europa, impegnati in tumulti politici e sociali.

Approfondimento

QUALCOSA NELL'ARIA: OLIVIER ASSAYAS E LA SUA ADOLESCENZA

Per Qualcosa nell'aria il regista Olivier Assayas torna a pescare tra i ricordi biografici. Così come in L'eau froide, il suo secondo film realizzato nel 1994, Assayas porta la sua esperienza di vita personale al cinema puntando su alcuni aspetti non raccontati allora: la sfera politica, la passione per l'Oriente, l'influenza della musica che ascoltava (quella usata per L'eau froide era simbolo di un'esperienza collettiva, mentre le canzoni scelte per Qualcosa nell'aria hanno una dimensione più intima) e, più in generale, della vita metropolitana degli anni Settanta, fonte di formazione estetica e intellettuale del regista. La stesura della sceneggiatura è cominciata ancora prima che Assayas portasse a termine la miniserie Carlos, scegliendo istintivamente come protagonisti Gilles e Christine, gli stessi due personaggi principali di L'eau froide da cui partire per ottenere una sorta di continuità anche fisica.

Nel personaggio di Gilles, Assayas trasferisce la sua passione per la pittura e il cinema, facendogli seguire il suo stesso personale percorso: dalla pittura al disegno, dall'astrazione alla figurazione, dalla grafica al cinema. L'amore per la pittura, soprattutto quella olandese, ritorna spesso nel corso di Qualcosa nell'aria: quando il personaggio di Leslie è in viaggio in Olanda, Assayas rende omaggio a Frans Hals, uno dei suoi pittori preferiti.

QUALCOSA NELL'ARIA: L'ECO DELLA RIVOLUZIONE DEL '68

Nel 2005 Assayas ha scritto un piccolo libro intitolato Une adolescence dans l'après mai, una lettera indirizzata ad Alice Becker-Ho, la vedova di Guy Debord anch'essa scrittrice. Qualcosa nell'aria è in sintonia con lo spirito di quella lettera ma tratta di argomenti distinti. Nel film Assayas racconta l'eco del maggio 1968, un periodo unico nella storia del XX secolo francese per la sua carica rivoluzionaria. I personaggi vivono in un contesto in cui l'idea di rivoluzione è condivisa da quasi tutti i giovani. Mentre nel 1971 l'estrema sinistra celebra il centenario della Comune di Parigi, gli adolescenti vengono a conoscenza dei disaccordi tra Trotsky e Lenin e tra Trotsky e i libertari, si informano sulla scissione tra Unione Sovietica e Cina popolare, decriptano tutte le differenze all'interno del blocco orientale. Tutte conoscenze che si rivelano preziose per la rivoluzione che prospettano.

QUALCOSA NELL'ARIA: I GIOVANI DEGLI ANNI SETTANTA

Mentre in L'heure d'été Assayas racconta di diverse generazioni che convivono nella stessa storia, in Qualcosa nell'aria si concentra solo sul mondo degli adolescenti per andare contro i luoghi comuni con cui il cinema moderno descrive il passaggio dall'infanzia all'età edulta.
A differenza dei giovani del 2010, le giovani generazioni degli anni Settanta erano proiettate verso un futuro utopico che spingeva a rifiutare l'idea di Stato per chiedere di esserne esclusi. Per loro era naturale impegnarsi politicamente o artisticamente, piuttosto che lasciarsi guidare dall'emozioni. La libertà sessuale più che un'ossessione dettata dalla lussuria era una diretta conseguenza della rottura dei divieti imposti dall'egemonia culturale: sesso e amore non erano al centro dei loro pensieri. Proprio per questo, il protagonista Gilles è molto egoista in amore e rimane affascinato dalla liberà di Laura e dal suo distacco dal mondo.

IL NEMICO COMUNISMO

Nemico della rivoluzione del '68 era il comunismo e, nello specifico, il comunismo inteso come quella corrente politica che obbediva ciecamente alle disposizioni che arrivavano da Mosca, destinate a nascondere gli abusi di potere sovietici e a mantenere una sorta di status quo sociale. Giovani artisti e studenti avevano trovato il coraggio di ribellarsi all'egemonia del partito sulla classe operaia e, in particolar modo, sui giovani lavoratori. I protagonisti di Qualcosa nell'aria tendono a definirsi libertari con lo scopo di rimettere in discussione i valori radicati nella società e di rivoluzionare l'ordine dello Stato e delle sue strutture, verso cui nutrono un profondo senso di sfiducia. Più che anarchia, la loro è una richiesta di libertà di pensiero e azione, di rottura delle regole dei genitori e dei nonni. Lo stesso bisogno di mettere in discussione tutte le regole si avverte anche nella scena musicale del periodo (Syd Barrett, Dr. Strangely Strange, Incredible String Band, Captain Beefheart, Nick Drake) e nella stampa libera, elementi della "controcultura" che Assayas in Qualcosa nell'aria ha usato con rigorosa precisione.

LA MANIFESTAZIONE DEL 9 FEBBRAIO 1971

Qualcosa nell'aria si apre con la manifestazione del 9 febbraio 1971, una giornata che segnerà gli anni a venire. Il Soccorso Rosso ha indetto una manifestazione per sostenere i leader della sinistra proletaria arrestati,che reclamano lo status di prigionieri politici. La prefettura ha vietato la protesta, decidendo di far intervenire il corpo speciale delle brigate d'intervento. I manifestanti scendono in piazza dotati di caschi e armati di spranghe di ferro e la manifestazione, ancor prima di iniziare, degenera in violenti scontri. Il ventiquattrenne Richard Deshayes riceve una granata in pieno viso, perdendo un occhio e ricevendo danni anche al secondo. Gilles Guiot, liceale apolitico, viene arrestato dalla polizia mentre torna a casa. Il giorno dopo, è condannato a sei mesi di reclusione per violenza a pubblico ufficiale. Le sorti di Richard e di Gilles provocano una forte mobilitazione, facendo convivere due diverse tendenze: da un lato vi sono coloro che vogliono far rivivere il movimento studentesco mentre dall'altro invece quelli che cercano il confronto diretto con le forze di polizia.

IL SENSO DI COLPA

In un liceo di periferia, l'impegno dei giovani genera un attivismo piuttosto aneddotico, orchestrato da Gilles e i suoi compagni. Una delle loro azioni però finisce male: una guardia di sicurezza rimane gravemente ferita. Questa tragedia influenzerà il destino di ogni personaggio, proprio come accade in Désordre, film di esordio di Assayas che comincia con un furto con scasso e si conclude con un omicidio. A muovere le successive azioni è il senso di colpa che porta tutti ad assumersi la propria quota di responsabilità, ognuno secondo la propria personalità. Gilles, colui che ha meno responsabilità in assoluto, paradossalmente è quello che si porrà più di tutti numerose questioni sollevate dal senso di colpa.

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Note

Il maggio francese e quello che ne è seguito - la grande rivoluzione, la grande illusione o se volete (per alcuni) la grande delusione - raccontato da Assayas come un percorso di formazione, anche essenzialmente autobiografico, vissuto in un momento che fu speciale per i giovani, per l'Europa, per il mondo intero. Premiato per la miglior sceneggiatura a Venezia 2012, è perfettamente calibrato, gode di una fotografia luminosa, non scade nella celebrazione, ma parte dell'amarezza del "dopo" per lanciare un messaggio alle nuove generazioni.

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Recensioni

La recensione più votata è positiva

spopola di spopola
8 stelle

Nel ’68 avevo 13 anni, vivevo in campagna vicino a Parigi, cercavo di capire quello che stava succedendo attraverso la radio, la televisione e quello che dicevano i miei genitori. La mia intenzione nel realizzare questo film era parlare del dopo, dell’esperienza che era stata anche la mia, di scoprire, all’inizio degli anni ’70, il mondo in movimento quando davvero tutto… leggi tutto

9 recensioni positive

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La recensione più votata delle sufficienti

billykwan di billykwan
6 stelle

Un sincero ritratto d’epoca, con i suoi fermenti e le sue contraddizioni. Assayas non prende posizioni, non c’è enfasi né malinconia nel suo cinema. Semplicemente, ci mostra una generazione, prossima alla maggiore età, alle prese con un’epoca che sta mutando. E loro, i giovani, sono parte integrante di questa mutazione. Nel ’68 sono stati spinta propulsiva, successivamente, negli anni… leggi tutto

3 recensioni sufficienti

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AtTheActionPark di AtTheActionPark
2 stelle

Incredibile come Olivier Assayas riesca ad alternare grandi opere (L'eau froide, L'Heure d'été, Contro il destino... ) a film decisamente mediocri e anonimi come l'inguardabile Qualcosa nell'aria, uno dei punti più bassi (assieme all'insensato Demonlover e alla terribile serie Carlos) raggiunti dal regista francese. Meno, invece, stupisce il plauso di cori unanimi levatosi, l'anno scorso,… leggi tutto

2 recensioni negative

2020
2020

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laulilla di laulilla
8 stelle

  Qualcosa nell’aria è il titolo italiano del bel film che Assayas presentò a Venezia nel 2012,  difforme rispetto all’originale Après Mai (dopo Maggio). La sua diversità, però, questa volta sembra assai azzeccata poiché coglie bene quanto del film arriva alla nostra…

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logos di logos
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Dopo il maggio francese, la lotta continua nelle strade, nei collettivi, a sostegno della classe operaia, inseguita da una borghesia intellettuale che da una parte vuole mettersi a capo dello stesso movimento operaio ma dall’altra è affascinata dal linguaggio della forza lavoro che pare essere di rottura contro la tradizione da cui provengono gli stessi intellettuali, giovani e meno…

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ezio di ezio
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In generale il film e' bello,girato bene con ambientazioni attinenti all'epoca.Dove mi ha dato da pensare e' come questi ragazzi proiettati verso un cambiamento generazionale sia retto da ideologie assai confuse e un po' superficiali,mancano nell'insieme di qualcosa che sia condiviso da tutti....insomma mi pare che navigavano a vista....certo il film di Bertolucci "The Dreamers"era tutta…

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barabbovich di barabbovich
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Il dopo '68, cioè dopo quel maggio francese (Après mai) passato alla storia come la fiammata che ha incendiato la gioventù di mezza Europa. Cosa ne è stato - a una manciata di anni di distanza - delle illusioni, delle idee di rivoluzione, delle aspirazioni ascetiche e artistiche, degli slogan, della controcultura? Prova a raccontarcelo l'ennesimo film riuscito a metà di Olivier Assayas, che…

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AtTheActionPark di AtTheActionPark
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jonas di jonas
8 stelle

Après mai (“Dopo maggio”; ma per una volta il titolo italiano rispetta in pieno lo spirito del film), ossia dopo la ventata di novità portata dal ’68: c’è ancora l’illusione di poter cambiare il mondo, ma qualche dubbio sta nascendo e la tentazione di rifugiarsi nel privato comincia a farsi sentire. Assayas, celandosi dietro il protagonista, rievoca in modo spudoratamente…

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