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Orwell 1984

Regia di Michael Radford vedi scheda film

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La recensione su Orwell 1984

di Stefano L
7 stelle

 

In un mondo governato secondo i principi del Socing e sottomesso dalla filosofia del sistema totalitario del bipensiero, che controlla gli avvenimenti del presente e del passato in maniera arbitraria, Wiston Smith (John Hurt), semplice impiegato addetto alla modifica degli episodi storici, contrario ad ogni forma di "purezza" e di burocrazia imposta dal Partito Interno, inizia una storia d'amore proibitiva con la giovane Julia, un altro membro subalterno al Partito: il loro miraggio è una società più umana ed emancipata, la cui speranza di una possibile formazione ricadrà sui prolet; la storia del romanzo orwelliano la sanno più o meno tutti.  Michael Radford ha pensato bene di girare un film fantapolitico ad esso ispirato nello stesso anno in cui lo scrittore l'ha ambientato. I personaggi hanno lo stesso aspetto tenebroso che viene descritto nel libro, e le ambientazioni sono impressionanti per la cura maniacale con cui si attengono alla rappresentazione dell'Oceania e del lugubre paesaggio londinese inventato da George Orwell. Nessuna pecca, quindi, nelle location e nei costumi. Lascia parecchi dubbi invece l'estratto di tipo didascalico della sceneggiatura: i dialoghi sono tali e quali a quelli del romanzo, senza una virgola spostata, e privi di un qualsiasi tocco personale. Il risultato è quindi una pellicola dalla parvenza alquanto ermetica per chi non ha mai letto il suo registro carteceo, e magari dal taglio narrativo palesemente ipotizzabile per gli spettatori che invece conoscono bene il racconto. Certo, alcuni concetti come "la guerra è pace", "l'ignoranza è forza", non possono essere cambiati, ma un pizzico di estro in più nello script sarebbe stato ben accetto. La direzione degli attori, in ogni caso, è singolare: le immagini oniriche si fondono con la realtà in modo non molto persuasivo, anche se c'è da ammettere che il regista ha girato con parecchia abilità stilistica alcuni frangenti interessanti del romanzo, come quello in cui Winston va con una prostituta il cui volto era solo apparentemente giovane.. La colonna sonora di background dei Eurythmics è perfetta, ma non sembrerebbe sfruttata abbastanza; abusarne si sarebbe rivelato negativo, ma alcune sequenze ne avrebbero giovato di più nel trasmettere il pathos adeguato, specie durante la fine (a proposito, perché la canzone "Sex Crime" non si sente nemmeno nei titoli di coda?). La versione italiana, comunque, è doppiata da un gruppo di prestavoce che operavano, se non ricordo male, più nell'ambito televisivo che cinematografico: "1984" di Michael Radford è una discreta riproduzione della celebre novella distopica del 1949. Sicuramente con una modalità rappresentativa più originale e meno vincolata dalla sua fonte, il film sarebbe stato migliore, ma la pellicola detiene ancora oggi il suo fascino fantomatico e sinistro nel riuscire ad esporre un'immaginaria comunità oligarchica e assolutista. 

 

 

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