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La verità nascosta

Regia di Andrés Baiz vedi scheda film

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La recensione su La verità nascosta

di marlucche
4 stelle

Come massima esperta di cinema e letteratura horror dagli albori del cinema agli anni Novanta del secolo scorso devo confessare di aver completamente abbandonato il genere per totale esaurimento delle idee di registi e produttori.
Ad un certo punto ho detto basta... basta horror... e dopo aver passato una vita a collezionare film e libri, anche il solo pensiero di annoia mortalmente.
Indubbiamente però le uniche cose decenti degli ultimi anni sono arrivate dalla Spagna e quindi pur nel mio profondo e profetico scetticismo ho acconsentito alla visione della verità nascosta.
Ravviso subito una messa in scena quasi a livello televisivo e la mia sensazione viene confermata da una piattezza, quella sì agghiacciante, con cui si disvela il nodo attorno al quale si dipana la storia.


Un tale scivolone a livello di sceneggiatura si era visto solo in Fight Club dove a un certo punto la voce narrante butta lì, come se niente fosse, che Edward Norton e Brad Pitt sono in realtà la stessa persona. Solo che praticamente quasi nessuno gli diede peso forse per la distrazione causata dai pettorali unti dei due attori che si massacrano senza pietà.
Ma torno alla verità nascosta...: giovane coppia si trasferisce in una villa isolata.
Prima considerazione: ringraziare dio per la mancanza del solito fantasma di bambino che infesta la casa o per la presenza del demonio stesso evocato da qualche folle.
Nella villa c'è praticamente un miniappartamento insonorizzato e a prova di sfondamento che era servito a nascondere un criminale nazista.
La ragazza decide di nascondersi all'interno per spiare le reazioni del fidanzato convinto che lei lo abbia lasciato, purtroppo però resta intrappolata e le tocca venire a conoscenza di un'amara verità... Il fidanzato (che già la tradiva con la violinista dell'orchestra che dirige) si porta casa quasi nell'immediato una barista molto disponibile, con cui metterà in pratica il kamasutra dalla A alla Zeta, mentre la prigioniera è costretta a nutrisrsi di sardine scadute da vent'anni.
Hai voglia a dire: bastaaaaaa!!! smettetelaaaaaa!
Quelli continuano imperterriti a dargli sotto.
Vabbè ora non sto a raccontarvi l'epilogo ma vi dico che non si fa un solo sobbalzo, non si percepisce un brivido e anzi ci sono alcuni momenti di involontaria comicità.
Pessimo poi il finale, ridotto ad un espediente da "corto" più che da lungometraggio.
Pochissimi personaggi, dialoghi ridotti allo zero assoluto. Forse se fosse stato girato negli anni Settanta da Lucio Fulci magari oggi l'avremmo rivisto fatto paro paro da Tarantino ma non è andata così. In definitiva la verità nascosta, che nel titolo vuole somigliare ad un filmetto di Zemeckis di qualche anno fa, è veramente poca cosa e, a mio insindacabile parere, va dimenticato prima ancora di averlo visto. Ecco dimenticatevene che è meglio!

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