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Chronicle

Regia di Josh Trank vedi scheda film

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La recensione su Chronicle

di bradipo68
6 stelle

C'era una volta il film di supereroi, quelli con superproblemi che si facevano carico sempre di questioni riguardanti più o meno tutta l'umanità. Acconciati in varie guise, con costumi, mantelli e accessoristica d'avanguardia stanno rivivendo una seconda giovinezza a 24 fotogrammi al secondo dopo quella della tavola disegnata. Addirittura fanno anche le ammucchiate nello stesso film.
C'era una volta anche l'horror fai-da-te, quello fatto con una-telecamerina-una, effetti speciali curati dal tuo ferramenta di fiducia, trucchi ottici agendo semplicemente col moviolone in cabina di regia. Gente con la telecamera saldata all'occhio dell'operatore in cerca di streghe nei boschi, di zombies, di extraterrestri cattivi e anche gruppi di ragazzotti  a guardare la fine del mondo in prima fila invece di fuggire a palla di fuoco.
Ogni riferimento ai vari Avengers in gang bang ( ancora non ho visto il film ma dicono che faccia faville e pare che non sia stato Iron Man),a The Blair witch project, a Paranormal activity e tutti i cloni che vi vengono in mente,   a Diary of the dead ( lunga vita a George Romero e che Dio protegga sempre la sua testolina geniale), a District 9 o a Cloverfield sono puramente voluti.
C'era un'altra volta Chronicle,  giocattolone low cost (12 milioni di dollari di budget, una miseria per gli standard americani) visivamente ingegnoso che si situa un po' nel mezzo rispetto a queste tendenze appena descritte.
Ovvero visione mediata attraverso videocamere costantemente in scena come personaggi aggiunti e supereroi in erba.
Tre ragazzi, tipizzati in modo conciso ma efficace, acquistano dei poteri straordinari loro malgrado ( imparano a spostare le cose mediante telecinesi) e devono fare un periodo di apprendistato per gestire al meglio le loro nuove potenzialità. Ecco quindi sfilare le solite stupidate da teenager accanto alle inevitabili implicazioni sull'utilizzo di determinate nuove facoltà.
Il tutto filtrato dalla videocamera di Andrew, il più nerd dei tre che usava già la telecamera come una corazza protettiva, come un ammortizzatore da utilizzare nel suo contatto con gli altri. Per non parlare poi della sua famiglia disfunzionale con la madre ormai in punto di morte e il padre violento ed alcolizzato.



L'uso massiccio della telecamera a mano conferisce al film l'aspetto imperfetto fintoamatoriale che è una delle coordinate stilistiche del mockumentary.
Questo aspetto artigianale con stacchi a vista non cancellati in sede di montaggio viene poi implementato da una mobilità della camera che non era mai stata esplorata nei precedenti film dello stesso genere. La telecinesi permette parecchi azzardi in questo senso e il rutilante finale è una testimonianza calzante di come si possano riscrivere le coordinate del genere moltiplicando le fonti di visione voyeuristicamente, usando le telecamere televisive oppure quelle di sorveglianza che comunque riescono sempre a restituire l'ansia montante della soggettiva.
Chronicle è un apologo sulla normalità scompaginata, la storia di tre ragazzi alle prese con qualcosa di molto più grande di loro e che potrebbe inghiottirli nel gorgo del delirio d'onnipotenza.
E se i loro superpoteri sono usati in modo anche banale quando sono totalmente sotto controllo, diventano armi di distruzione di massa quando non modulati da una mente devastata dall'ira .
E in questa ottica va inquadrata la mini apocalisse urbana finale che sembra mutuata dalla Carrie di Stephen King o da Akira ( la pazzia di Tetsuo che perde il controllo sul proprio potere distruttivo).



Sui superpoteri bisogna sempre esercitare il massimo del controllo. Anche non volendo permettono di scalare posizioni nella gerarchia della scuola, diciamo che sono una scorciatoia per una popolarità agognata ma magari non usando dopanti alieni.
Diciamo allora che Chronicle sia un apologo su quanto possa essere difficile rimanere se stessi in condizioni molto particolari.
E solo chi ci riesce otterrà la salvezza.
Sceneggiato da Max Landis (27enne figlio di John) su soggetto suo e del regista al debutto sulla lunga distanza Josh Trank,suo coetaneo con al suo attivo qualche esperienza televisiva, Chronicle rielabora  abilmente idee altrui per un film che comunque , a parte qualche fugace caduta di tono da considerarsi fisiologica , riesce ad assicurare la sua sana dose di divertimento tamarro.
E'stato fatto per questo, no?
(bradipofilms.blogspot.com)

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