Espandi menu
cerca
L'ombrellone

Regia di Dino Risi vedi scheda film

Recensioni

L'autore

tafo

tafo

Iscritto dal 26 febbraio 2009 Vai al suo profilo
  • Seguaci 25
  • Post 1
  • Recensioni 411
  • Playlist 1
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su L'ombrellone

di tafo
7 stelle

Film per tutte le stagioni

L’estate ti frega. Quando sei al mare ti devi divertire per forza mentre ti spogli della tua seriosità. Le vacanze degli italiani diventano un carnevale continuo nel quale mettere in mostra centimetri di pelle e perdere ogni residua inibizione morale. Il caldo trasfigura tutto ogni pasto anche leggero diventa pesante e l’abbiocco post-prandiale diventa la normalità. Dormire non si può si sta sempre tra il sonno e la veglia in spiagge immense ma sempre più intasate. Quando stiamo tutti seminudi ogni contatto appare possibile ma solo perché lo spazio a nostra disposizione è minimo. L’intimità un miraggio da conquistare passando attraverso giochi infantili e eccessi fisici da calibrare. Il benessere del paese si fa sentire nella frenetica ricerca di cose da fare nella confusione continua tra giorno e notte. Per il nostro piccolo-borghese lo stress da ferie è fisico e mentale quando capisce che sua moglie ha qualcosa che non va, il potenziale  tradimento di lui verso lei diventa reale per lei verso lui. La stagione smorza il dramma e il marito tradito reagisce male ma non malissimo. Portare le corna quando si lascia la moglie sola in vacanza diventa qualcosa da sopportare l’importante è non fare scenate. I rapporti sono sempre più elastici dove i playboy sono organizzati e minacciosi. L’Italia ricca e spensierata non ha bisogno del cinismo per essere descritta basta rendersi conto del mutamento in atto del formicaio di persone e automobili che non da scampo. La voglia di leggerezza è il registro del film in un momento di prosperità senza guerre, anni non ancora grigi e disordinati ma rosa e frenetici. I capolavori del nostro sono altri ma qui si coglie lo spirito di una stagione e di tutte le stagioni a venire senza deformare o incattivire. Il protagonista, un Enrico Maria Salerno sorta di Hulot con pipa legato però dai vincoli sociali non accetta tutte le stranezze che gli propongono non avendo la forza del francese di rompere lo schema stabilito. La moglie, un Sandra Milo mai più così controllata si concede il lusso di un’avventura estiva che finisce quando deve finire e il marito può dormire sonni tranquilli.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati