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Angoscia

Regia di George Cukor vedi scheda film

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La recensione su Angoscia

di Antisistema
9 stelle

Dagli anni 70' in poi, molti registi si sono rifatti al cinema di Alfred Hitchcock, saccheggiando qua e là tutto l'armamentario dei trucchi del regista inglese. Sicuramente il primo epigono è Angoscia (1944) di George Cukor, dove l'influenza di Rebecca - La Prima Moglie (1940) e L'Ombra del Dubbio (1943) è evidente in taluni punti. 

Scorgendo la filmografia di Cukor, questo Angoscia sembra essere una mosca bianca all'interno della sua filmografia, fatta per la gran parte di commedie (seppur declinate in svariati modi), ma a conti fatti lo stile del regista e alcuni suoi temi vi sono tutti.

 

 

Come di consueto nei suoi film, la scenografia in Cukor è praticamente l'elemento più importante della sua firma di regista. Venedo dal teatro, il cineasta dava grande risalto a questa componente e Angoscia non fa' eccezione. 

La contrapposizione tra Italia e Inghilterra subito è enfatizzata dall'uso sapiente delle luci; il bel paese emana un'atmosfera solare, limpida e pulita, grazie alla quale la nostra Paula Alquist (Ingrid Bergman), acquista finalmente la serenità necessaria per superare il trauma della morte della zia, mentre Londra con i suoi palazzoni alti, antichi ed immersi nella nebbia, emana un'essenza spettrale che non fa' altro che esternalizzare la condizione interiore di Paula, sempre più alla deriva verso la pazia per via del marito Gregory (Charles Boyer) e della cameriera stramba di nome Nancy (Angela Lansbury al debutto, che porta già dietro di sé la sfiga enorme della signora in giallo per cui è famosa, cercando di fare della povera Bergman la sua prima vittima).

 

Charles Boyer, Ingrid Bergman

Angoscia (1944): Charles Boyer, Ingrid Bergman

 

Lo spazio scenografico è essenziale, Cukor  in pratica ambienta il film al 90% in questa casa a tre piani, dagli spazi non certo ampi in cui ci si sente mancare l'aria, anche per via della condizione di isolamento sociale nella quale per gran parte del film è tenuta Paula. Salotti e camere da letto, non forniscono alcun respiro, poiché sempre colmi di roba, tanto da creare un certo senso una sorta di oppressione barocca che schiaccia e disorienta mentalmente la protagonista, la quale poco a poco cade sempre più in uno stato catatonico per via del quale dimentica sempre più le cose, sino ad avere una percezione della realtà delle cose alterata. Cukor grazie alla fotografia dai grigi accentuati e dai forti tagli espressionisti, gioca con gli oggetti ma anche con i simbolismi; la fiamma del gas che si abbassa sempre inspiegabilmente ogni sera, sembra solo una suggestione della nostra protagonista, ma quella flebile fiammella che illumina una stanza sempre più lugubre e soffocante, assume un significato preciso, identificando la condizione precaria e sempre più debole di lotta mentale di Paula per non collassare definitivamente. La donna spalanca i suoi occhi verso quella fiammella che le causa terribili turbe mentali, per non perdere la sua lotta contro le continue suggestioni mentali. 

 

Ingrid Bergman

Angoscia (1944): Ingrid Bergman

 

Cukor si conferma il regista delle donne, regalando ad Ingrid Bergman un grande ruolo e riuscendo a ricavare dall'attrice la sua miglior perfomance recitativa nella sua filmografia americana. L'attrice padroneggia alla perfezione il suo ruolo di "amante perduta", spinta da un fortissimo sentimento verso il marito e le sue improvvisi crisi depressive per degli avvenimenti che mettono sempre più in dubbio il suo stato mentale. L' attrice mostra un'indubbia capacità di stare sul debole filo tra realtà e pazzia, grazie alla sua gestualità perfetta e la sua grande abilità nel mettere in scena uno sguardo catatonico, che tramite gli occhi cerca una luce per uscire delle tenebre soffocanti della casa. In questo è aiutato da un partner di grande spessore come Boyer, che mette in scena il suo personaggio in modo molto teatrale accentuando così il contrasto con Ingrid Bergman. Boyer mette in scena una sorta di Pigmalione alla rovescia, che a poco a poco, tramite i suoi scatti d'ira subito seguiti da un contrappunto di (falsa) calma rassicurante, sfianca in modo credibile la moglie, logorandone a poco a poco la psiche, riuscendo ad alterane sensibilmente le sue abilità cognitive e percettive.

 

Angela Lansbury

Angoscia (1944): Angela Lansbury

 

Non ho negatività di sorta da riscontrare; so che il film di Cukor è un remake di un film inglese che pare essere introvabile per via delle copie distrutte per ordine della MGM. Al massimo ho da rimproverare il ridicolo balletto felicità di Ingrid Bergman che dura un 10 secondi scarsi (vi assicuro, non si può vedere) e i 5 secondi finali con la vecchietta, per il resto direi che ci si ritrova innanzi ad un piccolo capolavoro (purtroppo dimenticato), meritevole delle tante nomination dell'epoca, tra cui gli oscar ad Ingrid Bergman e alla magnifica scenografia. In sostanza, Cukor riesce ad essere molto più cinematografico qui, che in molte sue commedie celebrate sempre tratte da piece teatrali come questo film, ma uccise da troppa verbosita' o da una messa in scena più vicina al teatro che al cinema.

 

Ingrid Bergman, Charles Boyer, Joseph Cotten

Angoscia (1944): Ingrid Bergman, Charles Boyer, Joseph Cotten

 

 

Film aggiunto alla playlist dei capolavori : //www.filmtv.it/playlist/703149/capolavori-di-una-vita-al-cinema-tracce-per-una-cineteca-for/#rfr:user-96297

 

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