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L'era glaciale 4: Continenti alla deriva

Regia di Steve Martino, Mike Thurmeier vedi scheda film

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La recensione su L'era glaciale 4: Continenti alla deriva

di supadany
7 stelle

Arrivati ormai al quarto capitolo, rimane poco da aggiungere anche solo nel commento al film stesso che comunque funziona ancora piuttosto bene soprattutto se messo in relazione ad altri prodotti d’animazione parimodo longevi che lungo il percorso hanno perso parecchio più smalto (un esempio su tutti è “Shrek”).

Sempre all’inseguimento della sua adorata ghianda Scrat finisce con lo scatenare la deriva dei continenti ed in mezzo a questo cataclisma il mammut Manny si ritrova ancora al suo fianco il bradipo Sid e la tigre Diego, ma lontano dalla compagna e dalla figlia.

Il suo unico obiettivo è quello di ricongiungersi con loro, ma oltre alle difficoltà ambientali dovrà vedersela anche con un agguerrito nemico, ovvero il capitan pirata Sbudella.

 

scena

L'era glaciale 4: Continenti alla deriva (2012): scena

 

Aumentano i personaggi in scena, forse anche troppi, rimangono tutte quelle figure che hanno reso mitici, chi più chi meno, i primi tre episodi, con i loro inconfondibili tratti, garanzia di divertimento.

Tra le new entry il cattivo di turno Sbudella (ottimo il lavoro di doppiaggio di Francesco Pannofino) è funzionale alla causa, mentre la nonna bradipa aggiunge qualche momento di puro divertimento.

Ottimo ovviamente il lavoro tecnico, anche se un po’ eccessivo nell’impatto con una moltitudine di scene iper cinetiche che da un lato rappresentano appieno i grandi mezzi a disposizione, dall’altra però attenuano in parte la verve comica.

Fortunamente gran parte delle battute, immediate e fulminanti, vanno ancora una volta a segno, la storia, in quanto pretesto, funziona dignitosamente, Scrat è sempre l’imperterrita anima in pena (nessuna novità, però rimane un personaggio insuperabile alla pari dei Minion di “Cattivissimo me”), mentre Sid e nonnina riempiono di sana idiozia gli altri frangenti.

Insomma, si tratta del classico film che regala ciò che ci si aspetta, sorprese incredibili sono quasi impossibili da ottenere (ed infatti non ci sono), il resto è affidato ad un meccanismo, e con esso i suoi personaggi cardine, che potrebbero funzionare all’infinito (ed oltre).

Facile come bere un bicchier d’acqua ed allo stesso tempo dissetante.

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