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Padroni di casa

Regia di Edoardo Gabbriellini vedi scheda film

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La recensione su Padroni di casa

di mck
7 stelle

* * * ¼

 

" Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. "

Cesare Pavese  -  la Luna e i Falò  -  1949

 

Locandina originale

Padroni di casa (2012): Locandina originale

 

Si svuotano le montagne dei pascoli, degli alpeggi, dei pastori, dei prati a sfalcio; i boschi si riprendono il paesaggio ch'era loro prima che le flotte imperiali romane e le repubbliche marinare lo deforestassero, e la biodiversità paradossalmente non ne beneficia; i lupi si stanno riprendendo il Paese.

 

scena

Padroni di casa (2012): scena


1. La realizzazione degli stereotipi in cronaca.

Valerio Mastandrea ottimo fratello maggiore con qualche ingolfamento sulla strada della vita, rimane tra le righe e ci sguazza.  Elio Germano sta al suo posto di fratello minore, le righe non le vede nemmeno : un'interpretazione da inchiostro simpatico, robusta e accessoria.  Gianni Morandi conferma ottime potenzialità ( l'entrata in scena funziona, a scrutar caprioli : ma fa parte di una delle tante parentesi aperte, atte a tratteggiare personaggi, atmosfera e retroterra, e non chiuse ) già espresse altrove e addietro ( musicarelli + “le Castagne Sono Buone” di Pietro Germi e “il Provinciale” di Luciano Salce, poi tanti film-per-la-tv negli anni '80-'90 ), e con qualche ciak in più a disposizione – non so se sia stata questione di volere (regia) o potere ( produzione : tempo/soldi ) – sarebbe stato grandioso : così, regala un'interpretazione che a tratti riesce a schifarti dentro, con malcelata grazia sgraziata : basti una sequenza per tutte, lo scavalcamento del corpo in epilessi di Valeria Bruni Tedeschi ( che dire, bravissima ), il cui personaggio è reduce da un ictus che le ha lasciato un'emiplegia permanente : poteva essere girata e composta meglio, ma già così non è niente male.  Da segnalare almeno la presenza di due giovani attori ( alla loro prima prova seria o quasi ) : Francesca Rabbi e Lorenzo Rivola [ il dolce viso di lei compensa la faccia da pirla ( dote naturale o actors studio ? ) di lui ], con quest'ultimo che condivide la scena della partita a ping pong con Mastandrea : una sequenza che, assieme a quella segnalata qui sopra in cui Morandi ''passa sopra'' al corpo rantolante della moglie, e alle due citate più sotto ( la prova costume di Bruni Tedeschi - con pittorici, carnali e frementi close-up sul corpo di lei - e il momento in cui l'idea del mosaico è scartata su due piedi a lavoro mezzo avviato/concluso ), segna fortemente il film.

 


Parentesi : altri cantanti all'opera, randomicamente scelti a caso, la punta di un iceberg in continuo scioglimento e riformazione, con alcune tracce di eternità : Mino Reitano ( “una Vita Lunga un Giorno”, 1974, Ferdinando Baldi; “Povero Cristo”, 1975, Pier Carpi; “Tara Pokì”, 1979, Amasi Damiani; “Sono Pazzo di Iris Blond”, 1996, Carlo Verdone ), Little Tony, ( dai musicarelli di D.Paolella, G.Simonelli, M.Mattoli, B.Corbucci, M.Amendola, R.Deodato, A.Grimaldi alle due belle prove in “l'Odore della Notte” (1998) di C.Caligari e “Sud Side Stori” (2000) di Roberta Torre, e senza dimenticare – e come dimenticare ? – le comparsate in “Vita Smeralda” di G.Calà e “l'Allenatore nel Pallone 2” di S.Martino ), Max Gazzè ( “Basilicata Coast to Coast”, 2010, Rocco Papaleo ), le belle prove di Enzo Jannacci [ che da “la Vita Agra” in poi non ha mai smesso di fare l'attore ( dopo C.Lizzani : M.Monicelli, M.Ferreri, E.Scola, L.Wertmuller, G.Robbiano, fino a “la Bellezza del Somaro” (2010) di S.Castellitto ) come di fare il cantante ( la frase è volutamente sarcastica, per chi conosce la vita del cantautore, i suoi rapporti col pubblico e soprattutto con l'industria discografica ) e il compositore di colonne sonore ( M.Monicelli, L.Wertmuller, Steno, S.Samperi, M.Bolognini, R.Pozzetto, R.Tognazzi ) ], le comparsate di Francesco Guccini ( per G.Mingozzi, S.Benni/U.Angelucci, L.Ligabue, E.Monteleone, L.Pieraccioni), il momento di Roberto Vecchioni in “Nessuno si Salva da Solo” (2015) sempre della coppia Castellitto-Mazzantini ), eccetera eccetera...

 


2. I lupi sono sempre e solo un pretesto : quel che conta è scaricare l'arma, svuotare la carcassa, appendere il trofeo, da bravi coglioni farsi delle palle artificiali.

Per l'opera seconda da regista girata nel 2012, a distanza di 9 anni da “B.B. e il Cormorano” del 2003 ( alle spalle un debutto assoluto con Virzì, suo ''mentore'', in “Ovosodo” e “Baci e Abbracci”, e poi ancora in “Tutta la Vita Davanti” ), e dopo aver collaborato con una discreta fetta dei maggiori esponenti della meglio-media ''gioventù'' italica [ Lucio Pellegrini ( Ora o Mai Più, Figli delle Stelle ), Gianni Zanasi ( Non Pensarci ), Francesco Patierno ( il Mattino ha l'Oro in Bocca ), più l'interessante virgola rappresentata da quel tentaivo d'approccio alla retorica ( cercando di potenziarne il portato, di cavarne compiutezza ) costituito da “C'è Chi Dice No” di G.Avellino-F.Bonifacci ], vengono subito in mente – rispetto all'atmosfera da una parte e al tòpos della comunità ''isolata'' con innesto estraneo dall'altra [ un sottogenere cinematografico più o meno circoscrivibile : il Vento fa il Suo Giro, WitNess, Straw Dogs, Deliverance, DogVille, an American WereWolf in London, the Village, the Trouble with Harry ( dove lo straniero è lo spettatore ), etc...] – un po' di nomi, opere e situazioni

 


[ senza esagerare in un improbabile ed improponibile accozzagliamento di film e tirando in ballo nomi quali “De la Guerre” (2007) di Bertrand Bonello, “un Lac” (2008) di Philippe Grandieux, “il Fiume, a Ritroso” (2012) di Mauro Santini, e “les Revenants” (2012,2015,...) di Francis Gobert – su soggetto sempre francese da una pellicola di Robin Campillo, sceneggiatore per Laurent Cantet; e non che questi siano più sinceri o necessari del lavoro di Gabbriellini, semplicemente hanno un passo – rispettivamente : pittorico, letterario, sperimentale, ''lungo'' – più naturalmente talentuoso e allenato. Iperbolando verso la stratosfera, in caduta libera e assenza di peso sfidando attrito e forza di gravità, poi, quel mosaico di piastrelle spezzettate potrebbe ricordare le atmosfere oniriche delle piscine secche del “3 Women” altmaniano... Un momento del film in qui la tensione suppura e deflagra è quello in cui l'idea - già messa per gran parte della sua fattura in opera - del modesto mandala a grana grossa creato dopo un via libera alcolico viene rigettata su due piedi : forse è quello il momento più ''horror'' della trasferta a nord in tempi di crisi ],

 


ovvero : “ControNatura” (2005) di Alessandro Tofanelli [***], “H2Odio” (2006) di Alex Infascelli - dalla gemella evanescente al fratello ben presente - [**¼], lo stesso ''Io Sono l'Amore'' – ultimo film fra quelli in cui ha recitato Gabbriellini che ancora non avevo citato – (2009) di Luca Guadagnino [***¾] – che co-produce –, in particolare per quanto riguarda la scena della vestizione di Valeria Bruni Tedeschi ( la svestizione di Tilda Swinton ), uno dei ''lampi'' di regia presenti nella pellicola, e in un certo qual modo ( in quanto ad attualità politica, ''attualità'' intesa come termine sempiterno e ''politica'' intesa come piccola indagine-analisi-osservazione sulla realtà ), “Cose dell'Altro Mondo” (2011), remake-adattamento di un lavoro spagnolo di Sergio Arau del già citato Patierno.

 


3. Lepidezze soffocanti, amene sgradevolezze, accoglienza selvaggia : the LandLords : bulletti di periferia dell'impero ed esuli dell'impero in periferia ( nel cuore dell'Appennino Tosco-Emiliano, tra Prato-Pistoia e Bologna, Monghidoro e Marzabotto, Sasso Marconi e Barberino del Mugello, MontePiano e MonteSole ).

Ma il confronto ''(im)possibile'' è con un solo film, uno e uno solo, e Gabbriellini non può vincere perché la pellicola in questione è un piccolo autentico capolavoro del cinema spagnolo e porta il nome di “la Notte dei Girasoli” (2006) di Jorge Sánchez-Cabezudo ( cha da allora non ha più diretto un lavoro cinematografico che sia uno ma si è ''riciclato'' nella serialità televisiva spagnola, che non conosco e non posso né giudicarla né parlarne ).

 


Però il film c'è ( soggetto di Gabbriellini e P.P.Piciarelli, sceneggiatura di Gabbriellini e F.Cenni, M.Pellegrini e V.Mastandrea, fotografia di Daria D'Antonio e montaggio di Walter Fasano ), gli attori si percepiscono, le musiche originali [ Stefano Pilia ( chitarra dei Massimo Volume, poi collaborazioni e progetti a vario livello : In Zaire, Rokia Traoré, Cagna Schiumante, AfterHours...) e Gabriele Roberto ] e "non" originali ( canzoni di Cesare Cremonini, eseguite da Gianni Morandi ) sono ben inserite ed utilizzate così come il montaggio sonoro è curato e pensato, i registri narrativi si compenetrano e si saldano ( e si scontrano e si sfaldano ), e anche un'idea di regia consapevole si fa strada per i 90 minuti in formato 2.35:1.

 


Certo ci sono alcuni ''errori'' di gestione della sceneggiatura [ alcuni accenni e caratterizzazioni dei personaggi e delle relazioni preesistenti tra di essi sono inseriti ''a forza'' non per far accadere qualcosa ma per dare consistenza all'affresco ( il ''parco naturale'', il cattivo sangue fra il divo e i paesani e quello buono fra il divo e il sindaco ), e queste sono ''sottigliezze'' da serie tv o da film-da-due-ore-e-mezza, in cui si possono espandere e raccontare per bene ( o, al contrario, ci vuole una mano ben ferma per renderne viva la consistenza di semplici schizzi estemporanei ), ma qui, buttate lì così stonano un po', le si apre, le si ''sfrutta'', ma non le si conclude ], delle tempistiche degli accadimenti e nella messa in opera della sospensione dell'incredulità, ma il Racconto c'è.

 


I lupi si stanno riprendendo il Paese, poco importa che siano pecore col pollice opponibile. 

 

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Postilla :

Uno a caso fra i tanti gruppi della ''Zona" ( prendiamo una direttrice sud-nord : Arezzo-Bologna, scavallando-scavalcando il Monte Falterona ), i Mariposa di Alessandro Fiori & C., con "Pterodattili" da "Semmai Semiplay" del 2011 :

 

...beccacce arrivano a beccare i resti di una coppia andata quasi a / male... 

...gli pterodattili volano / in the Romagna sky...    

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