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Non è stata una vacanza... È stata una guerra

Regia di Howard Deutch vedi scheda film

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La recensione su Non è stata una vacanza... È stata una guerra

di Stefano L
6 stelle

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Nel biennio 1987-1988 John Huges è stato impegnato negli script di qualcosa come cinque lungometraggi. Tra questi c’era “The Great Outdoors”, una commedia scorrevole, leggerissima, la quale trovava la sua attrattiva per il grande pubblico nella partecipazione di Dan Aykroyd e John Candy, due blasonati comici anni ottanta, qui rispettivamente nei panni dei cognati Roman Craig e Chester "Chet" Ripley in vacanza estiva presso una località lacustre del Wisconsin, assieme alle famiglie. L’arrivo di Roman, un broker spaccone dai modi lascivi, sembrerebbe imprevisto e desta dei sospetti. Tuttavia questa gita si prospetta positiva sotto vari aspetti: Chet ha infatti l’occasione di trascorrere un po’ di tempo col primogenito adolescente Buck (Chris Young), sperando altresì di ottenere degli attimi di intimità con la coniuge. Le ardimentose vicende che si susseguiranno, però, faranno esplodere la tensione, finché verranno a galla le vere intenzioni truffaldine di Roman… La linea narrativa è debole e disarticolata. Ciò nonostante questo film di Howard Deutch intrattiene grazie ai numerosi e dilettevoli sketch fracassoni: la sequenza dello sci nautico in cui Chet non vuole mollare la corda negli slalom per non apparire inesperto (rischiando di cozzare contro le altre barche), la “sfida” durante la mangiata della bistecca enorme e l’attacco dell’orso che rimbalza sulla porta, calcando il povero Chester, sono solo alcuni degli irriverenti momenti cartooneschi di “The Great Outdoors”. Spassosissime le sortite di Robert Prosky (soprattutto quella dove cerca di caricare il fucile col paralume…). Nel cast principale invece Aykroyd impersona abbastanza bene il famelico parente, anche se la performance a volte è troppo caricata. Più empatico e persuasivo Candy, il quale di sicuro riesce meglio a identificarsi con lo spettatore, al di là delle situazioni surreali che lo coinvolgono. La chimica quindi si mantiene sufficiente. Abbozzato a fatica il tratteggiamento delle mogli Connie (Stephanie Faracy) e Kate (Annette Bening); quest’ultima in particolare personifica uno stereotipo over the top della consorte sciantosa e strimpellante. Innocua benché inutile la traccia della piccola storia d’amore di Buck con Cammie (la carina Lucy Deakins). “The Great Outdoors” si conferma perciò un salace e appena completo ritratto della borghesia media americana. Le recensioni furono poco favorevoli malgrado gli incassi stimabili. Non un classico ma merita attenzione da parte dei fan di Aykroyd e Candy.

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