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Omicidio!

Regia di Alfred Hitchcock vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Omicidio!

di ethan
7 stelle

In una casa viene trovata morta una donna per terra e un'altra, Diana Baring (Norah Baring), è immobile con un attizzatoio insanguinato in mano: segue processo, con discussione animata tra i dodici giurati che, dopo qualche tentennamento, specie di sir John Menier (Herbert Marshall), propendono per la sua colpevolezza. Nell'attesa dell'impiccagione, John Menier, un attore, come del resto la morta e la condannata, facenti parte di una compagnia teatrale, che non convinto, vuole fare chiarezza sull'accaduto, facendosi aiutare dagli impresari, Ted e Doucie Markham (Edward Chapman e Phyllis Konstam), marito e moglie caduti in disgrazia dopo il fatto.

'Omicidio!' rappresenta un ulteriore passo in avanti nel percorso artistico-creativo del cineasta londinese, che acquista sempre più confidenza e consapevolezza del cinema sonoro. Il film è quello che in gergo si chiama 'whodunit', ossia 'chi l'ha fatto' e ribalta la classica idea hitchcockiana che, in caso di un delitto, il pubblico conosce quasi da subito il colpevole e generalmente viene incolpato un innocente, arrivando a conoscere le sue vere fattezze solo alla fine di una tortuosa e singolare azione investigativa.

Particolarmente raffinata la messa in scena, con ampio uso di panoramiche e carrellate laterali, su tutte quella di presentazione dei giurati, una accresciuta padronanza del montaggio, con sequenze dove il ritmo è concitato - sempre nella scena tra i giurati che, in undici, tentano di convincere l'incerto Menier - alternate ad altre dove esso è dilatato per creare tensione, un cast eterogeneo e ben diretto, su cui svetta il protagonista Herbert Marshall, attore dai modi affettati ed eleganti e una sottile ironia di fondo, giocata sul tema del contrasto tra realtà e finzione, tra arte e vita, ben rappresentata dalla scena che chiude il film, dove con un calibrato movimento di macchina il 'diabolico' regista, come aveva già sperimentato in 'Il declino', inganna ancora una volta lo spettatore.

Particolarmente efferata, al contrario - si pensi che il film uscì nel 1930 - la sequenza rivelatrice del colpevole, ambientata in un tendone di un circo.

Voto: 7,5 (v.o.su YouTube).

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