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Primavera in una piccola città

Regia di Mu Fei vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Primavera in una piccola città

di noodless94
9 stelle

Dopo 8 anni di guerra (guerra cinese-giapponese 1937-1945), ritrovare la normalità, l'abitudine, la routine quotidiana è sempre una cosa difficile. 

In una piccola citta, dove la primavera prende il posto di un inverno lungo, quasi infinito, durato otto anni, Yumen, una bella donna di 26 anni, vive insieme al marito, ricco e malato, afflitto da una negatività e da un perenne rifiuto a vivere, al maggiordomo, e alla sorella  del marito, più giovane di 16 anni, bella, allegra e studiosa. 

La vita di Yumen è noiosa, monotona, infelice, soprattutto a causa del marito, incapace di fornirle voglia di vivere e di amare, ma, soprattutto, perchè costretta dall'infinita malattia del marito, a sobbarcarsi tutte le faccende e tutte le necessarie precauzioni per la salute del marito. Lei si prende cura di lui, comprandogli le medicine necessarie per sopravvivere alla malattia, tollerando il distacco che fra l'uomo e la donna si è creato durante i loro dieci anni di matrimonio. 

Come un fulmine a ciel sereno, il ritorno del migliore amico del marito, divenuto nel frattempo medico, nonchè ex amante proprio di Yumen, crea il tipico triangolo amoroso. 

Spinta dall'irrefrenabile voglia di fuggir via dalla triste vita, Yumen si concede spesso pensieri poco felici sul marito, su un'eventuale fuga con l'amante ritornato, che nel frattempo a fatto colpo sulla sorella del marito. 

I due, più volte, si scambiano attenzioni e sguardi, complici proprio come erano prima che la guerra separasse i loro destini. Sembra, però, che durante questi otto anni di guerra, abbiano cristallizzato i rapporti tra i due, che, una volta ritrovati, sembrano comportarsi come se non si vedessero dal giorno prima. 

Il giovane medico, ritornato dopo dieci anni spesi per lo più a studiare, si trova in una posizione scomoda, incapace se tradire l'amico per riprendersi il suo amore, oppure rimanere fedele all'amico e perdere, però, il suo vero e unico amore. 

Anche Yumen è in una posizione scomoda, anch'essa in mezzo alla voglia di fuggire dalla vita precedente, monotona e noiosa, e farsene una nuova, più felice, più libera. 

In questo tetragono amoroso, però, a prevalere sarà l'immobilità: tutto finirà per rimanere proprio com'era all'inizio. 

 

Il film, poetico, profondo, semplice, ma non banale, girato in un momento storico particolare. La guerra, l'inverno, era terminata da poco, e la primavera, la pace che ne seguì, fu segnata da una situazione di stallo, dovuta alla ricostruzione di un paese. Come accadde anche da noi (si può tranquillamente affermare che il cinema italiano nell'immediato dopoguerra fosse il migliore, grazie ad artisti come De Sica, Rossellini, Visconti e molti altri, capaci di mettere su pellicola la realtà italiana del secondo dopoguerra) l'arte cinematografica, si concentrò particolarmente sulla realtà, sulla vita quotidiana di chi aveva sopportato le atrocità della guerra, e si apprestava, con difficoltà, a ricostruire case, stati, ma soprattutto di ritrovare un desiderio di vivere, un lavoro e una speranza di potercela fare. 

Il marito di Yumen, che affronta da anni una malattia inguaribile, è la personificazione di uno stato d'animo arrendevole, incapace di trovare qualcosa di bello e positivo nella vita. 

Le difficoltà di quel periodo, la semplicità, la forza di un amore, per Yumen entrambi, poichè alla fine, pur scegliendo il marito (in un finale veramente meravigliosa, dove le loro ombre illuminate dal sole segnano, per la prima volta nel film, l'inizio della primavere), rimane profondanmente legata al medico, che va via, lasciando la sua amata con il migliore amico, preferendo mantenere i rapporti come sono. 

 

La grande pellicola di Mu Fei, rispecchia perfettamente, attraverso l'uso degli ambienti, esterni e interni, le tematiche più vicine ai protagonisti. Un'opera, quella del regista cinese, rarissima, difficile da trovare. 

Un pellicola in bianco e nero, che già dal titolo mette in contrapposizione aspetti differenti, totalmente opposti. 

locandina

Primavera in una piccola città (1948): locandina

PS Qualora abbiate un'ora e mezza libere, vi consiglio la visione su Youtube, in lingua originale con i sottotitoli in inglese.

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