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Il Cecchino

Regia di Michele Placido vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il Cecchino

di hallorann
8 stelle

Parigi. La polizia è pronta a sventare una rapina o meglio a catturarne gli autori all’uscita dalla banca, non ha fatto i conti con un cecchino che decima gli uomini del commissario Mattéi. Della banda rimane ferito l’italiano Nico, su indicazione di uno dei quattro del gruppo viene curato da un medico di nome Franck che a insaputa degli altri è legato a filo doppio con la rapina e il morfinomane Eric. Su soffiata di uno di loro viene arrestato il cecchino Vincent Kaminski, il quale per uscirne pulito preferisce tenere la bocca chiusa e affidarsi all’avvocato ed ex amante Kathy. Da qui in poi salteranno diversi schemi e uomini fino alla “sfida” finale a tre.



Il coraggio e la bravura di Michele Placido sono ammirevoli, con IL CECCHINO – LE GUETTEUR ha girato un thriller poliziesco francese originale che non ha niente a che fare con le enfasi giustificate di ROMANZO CRIMINALE e VALLANZASCA. In Italia per imporsi e affermarsi bisogna urlare e ostentare (da un punto di vista stilistico e contenutistico), in Francia non è necessario. Senza mostrare i denti il regista pugliese presenta un film notevole in cui si affranca pure da citare i polar d’oltralpe vecchi e recenti, eccetto forse qualche eco de IL PROFETA di Audiard. Egli mette in scena con sapiente scrupolo un ottimo copione (scritto da Denis Brusseaux e Cédric Melon), lo fa lievitare bene per poi renderlo centrale e unico protagonista, insieme a una ineccepibile direzione artistica e a una tensione che non perde mai un colpo. Questo è cinema verrebbe da dire: puro, asciutto e preciso come il mirino di un fucile. Niente sfoggi autoreferenziali di tecnica, interpretazioni e/o caratterizzazioni forzate e sopra le righe (l’unico punto debole paradossalmente è la figlia Violante e in parte Luca Argentero). Basta insomma con i modelli italiani del poliziottesco o gli inseguimenti e le esplosioni all’americana. Il parterre di attori è eccezionale, da Daniel Auteil a Mathieu Kassovitz passando per il sempre straordinario Olivier Gourmet. Eccellenti le musiche di Nicolas Errèra e la fotografia di Arnaldo Catinari.

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