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Posti in piedi in paradiso

Regia di Carlo Verdone vedi scheda film

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La recensione su Posti in piedi in paradiso

di mm40
4 stelle

Dei meno peggiori, ma è pur sempre un film di Verdone, cioè alla Verdone: lui è il regista, lui lo sceneggiatore (insieme a Pasquale Plastino e a Maruska Albertazzi), lui il protagonista centrale, in un ruolo ancora una volta predominante nonostante la storia 'corale'. E' chiaro infatti fin da subito che, fra i tre personaggi principali dell'opera, sarà quello interpretato da Verdone a spiccare, ad avere le battute più forti e a vivere le scene determinanti della trama, mentre ai due presunti co-protagonisti (Marco Giallini e Pierfrancesco Favino: di tutto rispetto) rimarranno soltanto le briciole. Nel cast c'è anche Micaela Ramazzotti, nei soliti - per lei - panni della bonazza ritardata; inspiegabile peraltro la scelta degli autori di farle vestire i panni di una cardiologa presumibilmente appena laureata (vista l'età della ragazza). Un'altra decisione a dir poco assurda - ma ogni artista spropositatamente egocentrico dipinge sè stesso in maniera involontariamente ridicola - è quella di far accoppiare il grasso, calvo e ultrasessantenne Verdone con una piacente sventola della metà dei suoi anni e forse nemmeno: ma è inutile soffermarsi su certe situazioni illogiche che nella vita accadono perfino più frequentemente che nella finzione (basti pensare al reale marito della Ramazzotti). Solita messe di premi scagliati a casaccio dalle giurie nazionali: Nastri d'argento sia per Giallini che per la Ramazzotti, sia come miglior commedia; a dirla tutta - specie se si hanno presenti le ultime pellicole dirette da Verdone - non è neppure un brutto lavoro, si salva di sicuro per il buon ritmo e qualche gag ben assortita, ma presenta le consuete pecche dei film del regista romano, alcune già citate e altre altrettanto note (il forzato lieto fine, le blande psicologie dei personaggi, un sottile velo moralista). Musiche di Fabio Liberatori e di Gaetano Curreri degli Stadio, come ai vecchi tempi (Borotalco, 1982). 4/10.

Sulla trama

Tre padri separati, in difficoltà economica, decidono di dividere lo stesso appartamento; la convivenza forzata procede fra alti e bassi, finchè una sera entra in casa una giovanissima cardiologa destinata a sconvolgere le vite di tutti.

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