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Matrimonio a Parigi

Regia di Claudio Risi vedi scheda film

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La recensione su Matrimonio a Parigi

di mm40
2 stelle

"Me l'aspettavo più volgare" è l'unico tipo di commento positivo che si può fare a quest'ennesimo cinepanettone boldiano, diretto dall'immeritato figlio di Dino, Claudio Risi. Non che sia un film consigliabile alle educande, sia chiaro: fondamentalmente tutte le gag dei novanta (sarà un numero casuale, a questo punto viene da chiedersi?) minuti della pellicola ruotano attorno al sesso e agli istinti più bassi della carne, eppure davvero ci si poteva aspettare perfino di peggio. Certo, c'è pur sempre Anna Maria Barbera, un essere umano che sta al cinema come un labrador sta al salto con l'asta, e c'è anche la simpatica macchietta di Enzo Salvi (un tassista sboccato, impotente e presunto cornuto: chissà le ore spese a sforzarsi per inventargli un personaggio del genere!), ma in fondo la storia ha un buon ritmo, le gag fioccano (certo, i contenuti sono quelli che sono) e i personaggi sono abbastanza numerosi: Matrimonio a Parigi, se ti sfinisce/inorridisce per la qualità, perlomeno si fa apprezzare (dà tutto) nella quantità. Fra gli interpreti, oltre ai citati, ci sono Rocco Siffredi, Massimo Ceccherini, Biagio Izzo, Raffaella Fico, Paola Minaccioni, Loredana De Nardis; la sceneggiatura è scritta da Boldi, deus ex machina di questo tipo di operazioni che sempre meno hanno a che vedere con il cinema e sempre più con la tv-spazzatura, insieme a due degli scrittori della serie televisiva di successo I Cesaroni, cioè Edoardo Falcone e Gianluca Bomprezzi: ma neppure tali firme riescono a risollevare un minimo la situazione. Si naufraga così fra doppi sensi stantii e antiquate barzellette ("Sì, so' ubriaco, ma a me domani me passa!": alzi la mano chi ha riso e se ne vergogni), con la speranza che il magro risultato al botteghino convinca Boldi e la Medusa Film ad abbandonare la strada. 1/10.

Sulla trama

Durante un viaggio a Parigi un imprenditore-evasore milanese (e consorte) conosce un finanziere napoletano (e consorte): equivoci a volontà, fra figli aspiranti pittori, tassisti romani impotenti, stilisti superdotati e via sbizzarrendosi...

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