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Charlot si distingue

Regia di Henry Lehrman vedi scheda film

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La recensione su Charlot si distingue

di scandoniano
6 stelle

Secondo film con Chaplin protagonista, il primo con la maschera di Charlot. Esercizio di stile puro, che mostra la bravura del protagonista. Film interessante per gli storici del cinema, meno per gli amanti del cinema tout court.

Kid auto races at Venice” (o “Charlot ingombrante” nella versione italiana) è il secondo film della storia con Charles Chaplin, il primo in cui viene mostrata la maschera dell’omino (Charlot) compiuta. In teoria è il terzo film girato dall’attore britannico (qualche giorno prima si sono tenute le riprese di “Charlot all’hotel”), ma quest’ultimo fu montato con maggiore lentezza, arrivando a completamento, di fatto, solo successivamente.

Lo spunto viene dalla presenza di macchine da presa ad una corsa di auto da bambini (come da titolo originale), in cui un uomo tra la folla (Chaplin appunto) si fa prendere dal protagonismo e finisce per “impallare” volutamente la macchina da presa (come da titolo italiano), con l’irritazione degli operatori di ripresa. Da notare  che il pubblico che si vede sullo sfondo non è fittizio, bensì è quello accorso alla gara che si tenne con regolarità: quindi ammirare le (reali) reazioni degli spettatori è un ulteriore motivo di interesse con cui conoscere l’appeal di Charlot sul pubblico dell’epoca.

Ovviamente, come altrove, la trama non ha grande valore. Siamo a meno di 20 anni dall’inizio della storia del cinema e il film è una sorta di esercizio di stile (la location, per intenderci, sarebbe potuta essere qualsiasi) per mostrare al mondo la mimica e la bravura di Chaplin-Charlot. Rispetto al precedente film d’esordio (“Making a living”), questo cortometraggio, ancora affidato al regista Henry Lehrman, ha poca, se non addirittura nessuna trama, ma decisamente maggiore tecnica: assistiamo a una certa dimestichezza nell’inserimento nel montaggio di scene in soggettiva, così come l’inquadratura finale è un atipico primo piano, non molto comune per l’epoca.

Film interessante sul piano sociologico e massmediologico, molto meno su quello puramente cinematografico.

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