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Millennium. Uomini che odiano le donne

Regia di David Fincher vedi scheda film

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La recensione su Millennium. Uomini che odiano le donne

di mck
7 stelle

I am insane.

* * * ½ - * * * ¾
 

 


Se un film raggiunge il proprio acme durante i titoli di testa

[ che sembrano – è una loro qualità, né positiva né negativa - la sigla di una serie tv ( preliminari per "House of Cards", o impronte d'automatiche reminiscenze videoclippare : David Fincher, dopo aver curato gli effetti speciali dello Jedi di R.Marquand, della Storia Infinita di W.Petersen e del Tempio Maledetto di S.Spielberg, s'è dedicato per un decennio ai videoclip, costruendosi una carriera, e diradando di molto questa pratica una volta iniziato a girare lungometraggi ), o di una...trilogia cinematografica : siamo lontani insomma, e attenzione, dai vari ''unicum a soggetto'' di Saul Bass o dai TdT di ''Uccellacci e Uccellini'' ( PPP, Totò, D.Modugno, E.Morricone ) - giusto per citare eterogeneamente due ''casi'' opposti - : il paragone si può portare a compimento se si prescinde dalla grammatica, dalla sintassi, dal linguaggio, dallo stile e dalla tecnica ] 

è ovvio che ( col senno di poi e lenzuola spiegazzate ) tutto ciò che viene dopo sarà postumo.

Ah-ah-aahhh-ah! Ah-ah-aahhh-ah!
We come from the land of the ice and snow,
From the midnight sun where the hot springs blow.
Hammer of the Gods will drive our ships
To new lands to fight the horde
Singing and crying : " Valhalla I am coming ! "...


http://66.media.tumblr.com/tumblr_m6ceou4yqz1ryiagzo1_500.gif


E infatti, con quest'eco guerresca bene in mente, David Fincher

-{ che gira una commista opera [ è sia la seconda trasposizione di un romanzo quanto – per forza di cose seppur (rin)negate – un rifacimento del film tratto da quel libro : una rosa è una cosa è una posa ] che ha il ''sapore'' del lavoro su commissione ( e quanto era logico/inevitabile che prima o poi il regista del "Fight Club" di C.Palahniuk effettuasse una trasferta in terra d'Ingvar Kamprad ) e che si può ridurre quasi ad un bel prologo dilatato funzionalmente : è come se – per anticipare i riferimenti a Jonathan Glazer – dopo KarmaComa (Massive Attack) o Karma Police (RadioHead) si fosse di seguito provveduto ad appiccicar loro un film ''normale'' per la durata di due ore e mezza che, questo è innegabile, scorrono dritte e dirette come un fuso su rotaie }-,

non va sino in Australia ( romanzo di Stieg Larsson, 2005, e film di Niels Arden Oplev, 2009 ) ma, come i Vichinghi dei Led Zeppelin ( III, '70 ), si ferma un pochetto prima : dalla Svezia

--[ prosciugata quasi in toto dal ruolo preponderante di terreno di coltura che ricopre nelle due trilogie ( inchiostro-cartacea ed audio-visiva ) di partenza : si, rimangono certe imago di passati retaggi insepolti : i rigurgiti neonazisti e fascisti frutto di un'indigerita collaborazione trascorsa, la biblica misoginia evangelico-luterana, e molto freddo e tanta neve, ma il tutto è decontestualizzato e reso statunitensemente occidental-cosmopolita ( particolare e ''sintomatico'' a tal proposito il momento “Burn, Vonnegut, Burn”, col suo “un Uomo Senza Patria”, portatosi dietro in trasferta da Blomkvist, l'uomo che amava le donne, e usato per tentare di accendere un fuoco nell'abitazione congelata ) : è un po' come se ( Tom Hanks avesse re-interpretato Renato Pozzetto a Fonte Meravigliosa e Casal Palocco, e se ) Fincher avesse diretto il remake-reboot di Romanzo Criminale con le ambientazioni giuste ma inserendo come unico portato-collegamento storico un trattatello sui .38 Special / .357 Magnum ]--

attraversa un braccio di mare e risalendo per un tratto il Tamigi approda nel cuore di Londra, alla fine del IV° atto, per riuscire a ricostruire e catturare un'ultima immagine di Harriet…

 

 

Henrik Vanger a Mikael Blomkvist :

“ Ho passato metà della vita a esaminare gli eventi di una singola giornata. ”

 

Martin Vanger a Mikael Blomkvist :

“ E' difficile riuscire a comprendere che la paura di offendere sia più forte della paura di soffrire, ma assurdo o no, è così. E vengono qui, tutte, spontaneamente, come te, ora. ” 

 

Harald Vanger a Mikael Blomkvist :
“ E nascondere il passato come fanno loro ? Sotto una sottile impiallacciatura ? Come un tavolo dell'IKEA ? Io sono il più onesto di tutti, qui “
“ In famiglia ? “
“ In Svezia “.

Over the Skin
( HDMI – DisplayPort – VGA – Ethernet – USB 3.0 )

Titoli di Testa, 2011 ( cliccare sul link di YT o sull'immagine qui sopra per aprire l'AV : https://www.youtube.com/watch?v=L0bD4ts8eWY )
David Fincher - Blur Studio / Jimmy Page, Robert Plant - Trent Reznor (NIN), Atticus Ross, Karen O

InTo the Skin
Nick Cave & the Bad Seeds – InTo My Arms – the Boatman's Call – 1997

VideoClip : Jonathan Glazer, 1997 : ( cliccare sul link di YT o sull'immagine qui sopra per aprire l'AV : https://www.youtube.com/watch?v=-btSJ5ews0A
...Not to intervene when it came to you
Not to touch a hair on your head
To leave you as you are...

Under the Skin

Film ( ''spoiler alert'' ) : Jonathan Glazer, 2013 ( cliccare sul link di YT o sull'immagine qui sopra per aprire l'AV : https://www.youtube.com/watch?v=pJV546PsXKg

La nudità del corpo umano è la sua immagine, cioè il tramite che lo rende conoscibile, ma che resta, in sé, inafferrabile. Di qui il fascino del tutto speciale che le immagini esercitano sulla mente umana. E proprio perché l'immagine non è la cosa, ma la sua conoscibilità (la sua nudità), essa non esprime né significa la cosa; e, tuttavia, in quanto non è che il donarsi della cosa alla conoscenza, il suo spogliarsi delle vesti che la ricoprono, la nudità non è altro della cosa, è la cosa stessa.
Giorgio Agamben ( Nudità – NotteTempo – 2009 )

I paralleli tra Laura/Johansson e Lisbeth/Rooney-Noomi sono combacianti e antinomici : le loro differenze riflesse s'incastrano inversamente alla perfezione : se l'una sfrutta le persone per sopravvivere in un luogo alieno ( si prostituisce come potrebbe farlo un formicaleone ), l'altra vuole essere considerata normale [ posseditrice di una memoria fotografica unita indipendentemente ad una grande intelligenza, e di una prismatica fragilità sentimentale ( e libertà-eterogeneità sessuale )  interdipendente ad un passato di privazioni e violenze ad un livello superiore alla media nazionale ( svedese...o italiano che sia : un certo pessimismo costitu-tivo/ente lega le due nazioni...e in larga parte il mondo ) ] ed esporre la sua normalità [ plasmata a forza sul suo corpo e sulla sua mente dai colpi infertile dalla vita ( maschi ) ] senza doversi di nuovo rimodellare, ma rimenendo così com'è, nella sua pelle arabescata di tatuaggi ( ricordi, celebrazioni, epifanie addomesticate, buoni propositi ) e piercing [ fori con la carne ( capezzoli, mucose, cartilagini ) intorno ].

 

Un link ad una corposa ed utile pagina : https://nilesfiles.wordpress.com/2011/12/27/fuck-you-you-fucking-fuck-david-finchers-cyber-fairy-tale-of-miscommunication-the-girl-with-the-dragon-tattoo/

 


“ La fede è la certezza di ciò che si spera. ”, cita qualcuno durante la pellicola.

E : " Dimostrazione di cose che non si vedono ", continua la Bibbia in Ebrei, 11:1.

Basterebbe questa ''lucida'' ''analisi'' "argomentativa" per inchiodare ''il Libro'' al muro al posto dell'Almanacco di Frate Indovino.

La ridisposizione della rititolazione inglese sarebbe interessante...se allargasse a tutta la trilogia la dicitura – oltre che di “Millennium” – di “Uomini che Odiano le Donne”, invece quest'ultima particolare proposizione ( che poi è il titolo originale del primo capitolo di romanzo e film svedese ) viene del tutto persa nella traduzione : Millennium – Uomini che odiano le donne ( Män som hatar kvinnor ) / la Ragazza col Drago Tatuato ( The Girl with the Dragon Tattoo )

Per parlare di Alfonso Cuarón in occasione del suo Gravity ho tirato in ballo Steven Soderbergh ( come suo gemello eterozigote ), Danny Boyle ( come antitesi ) e Robert Zemeckis ( come ''spirito'' ), qui, per Fincher, i nomi sono ancora quelli di Soderbergh ( ma solo molto parzialmente ) e di Boyle, a cui si aggiungono quelli di Ridley Scott ( per un suo consimile, e anch'esso parziale, distaccamento-disinteresse emotivo non compensato dalla lucidità, dalla coerenza e dallo spessore narrativo e stilistico : se dovessi trovare a "Millennium-TheGirlWithTheDregonTattoo" un film ''produttivamente'' e ''concettualmente'' analogo...allora direi Prometheus. Ognun tragga le proprie conclusioni ), Bryan Singer e Jonathan Glazer ( un'antinomia partecipe ). 

 


Della carriera, della forma e della sostanza, dell'empatia castrata, dell'impasse emotiva

[ trovo che ci sia quasi sempre un qualcosa di "terribile", di sbagliato, nel modo distaccato ( senza esserne estraneo ) di raccontare le persone in Fincher, un che di..."moralmente" disinteressato e al contempo consapevolmente embedded-engagé alla materia piegata allo stile foto-scenografico ( quasi il contrario accade nel "Traffic" di Soderbergh, che utilizza la tecnica fotografica per compartimentare il racconto, risultando anch'esso ''freddo'' nel suo seppiatismo, ma per l'appunto per tutt'altri motivi ) ]

di David Fincher ne ho già brevemente accennato in un piccolo pezzo su Zodiac, a tutt'oggi forse la sua opera migliore [ dopo – dal PdV commerciale – gli exploit di "Alien3" e "Seven", i quasi-flop di "the Game" e "Flight Club", ancora l'exploit con "Panic Room" che ha consentito il flop di "Zodiac", il semi-exploit di "Benjamin Button" e finalmente il botto-totale con "the Social NetWork", questo M-tGWtDT paradossalmente risulta essere il film più ''libero'' e con maggior fiducia e responsabilità in partenza che Fincher abbia girato, situazione che si ripeterà e supererà subito, tre anni dopo, con un terzo del budget in meno ( 61 vs 90 mln $ ) ed una resa finale di un terzo in più ( 365 vs 230 mln $ ), per "Gone Girl" ], e non mi dilungherò. 

 


“Soggetto” : Stieg Larsson.  Sceneggiatura : Steven Zaillian
{ un inizio di carriera come montatore, poi, una volta affermatosi come sceneggiatore [ Awakenings, Schindler's List, Gangs of New York, the Interpreter, MoneyBall, 3 Ridley Scott ( Hannibal, American Gangster, Exodus ) ], ha provato anche la strada della regia ( un regista non in grado di sciogliere quegl'ingolfati s-nodi argomentativi e di scremare quella pesantezza di fondo che sono marchio di fabbrica delle sue classiche, per altri versi ottime rappresentazioni di piani dettagliati di sequenze in successione, che la ''contro-classicità'' di autori come Spielberg, Scorsese e Pollack riesce ad ''inselvatichire'', a far prorompere ''liberandole'' dalla convenzionalità, o meglio ''inc-a/e-sellandole'' nella loro collaudata eccellente canonicità, e che qui si “autocita” inserendo una scena in cui è inquadrato “ My 60 Memorable Games ” di Bobby Fischer ) e dell'autoproduzione, e qui scrive una buona sceneggiatura, piena di topoi : per indicare che ha smesso di fumare fa comprare al protagonista un pacchetto di sigarette e un accendino, poi gliene fa accendere una e buttare via tutto il resto }.

 


Fotografia del sodale Jeff Cronenweth.  Montaggio dei sodali Kirk Baxter e Angus Wall.  Musiche dei sodali Trent Reznor e Atticus Ross.
Produzione del sodale Ceán Chaffin, del quasi sodale Scott Rudin e, per la Svezia, di Yellow Bird.

Attori, ovvero : the Other “Side Effects” of Rooney Mara.
Un comparto recitativo fenomenale : Daniel Craig, Christopher Plummer ( che continua a roteare in orbita nazista dopo "Inside Man" di Spike Lee e prima di "Remember" di Atom Egoyan : tre ruoli, tra l'altro, diversissimi tra loro ), Stellan Skarsgård, il buon mefistofelico kubrickiano Steven Berkoff, Robin Wright ( varrebbe la pena assistere al film anche solo per il suo dolce sorriso, la sua fraterna-materna smorfia di quando vede per la prima volta Lisbeth ), una complessa Joely Richardson ( della famiglia Tony Richardson - Vanessa Redgrave (genitori) e Natasha (sorella) ), Yorick van Wageningen, l'ottimo Donald Sumpter ( il buon Maestro Luwin di Grande Inverno – GoT ), Goran Višnjic, Geraldine James, Embeth Davitz, Per Myrberg [ una scena, e che scena : un ritratto post mortem ( the Others, Survival of the Dead, BlancaNieves, e due link : theBurnsArchive e theThanatosArchive ) in vita di certa borghesia svedese ], un quasi cameo per Julian Sands, Tony Way che interpreta Plague ( qui in un auto-AV di YT in cui si auto-cita in terza persona caricando la scena in cui appare mentre indossa una maglietta dei NIN…), etc...

 

( Stellan Skarsgård )


E Rooney Mara, bravissima, che riesce nell'improbo compito di non far rimpiangere NoomiDoom and Gloom ( by the Rolling Stones / Jonas Åkerlund, giusto per rimanere in ambito svedese ) ” Rapace, e che con una manciata di film, dai 25 ai 30 anni, ha generato una carriera interessantissima : the Social NetWork, the Girls With the Dragon Tattoo, Side Effects, Her, Carol, il ''prossimo'' Malick...

 

( Rooney Mara - tGWtDT - 2011)

( Daryl Hannah - Blade Runner - 1982 )

( Karen O - Yeah Yeah Yeahs )

( Daryl Hannah - Blade Runner - 1982 )

( Noomi Rapace - Män som Hatar Kvinnor - 2009 )

( Daryl Hannah - Blade Runner - 1982 )

( Noomi Rapace - Män som Hatar Kvinnor - 2009 )


Quello che rimane sottotraccia ma che al contempo emerge, sulla distanza, dal film di Fincher ( ma allo stesso modo avviene sia nel romanzo quanto nella sua prima conterranea trasposizione cinematografica ), è che “Millennium - Uomini che Odiano le Donne / la Ragazza col Drago Tatuato” è anche e soprattutto un film sull'amicizia femminile, quella vicendevole e profonda tra Anita ed Harriet.
E' anche un film in cui Lisbeth non perde occasione per lanciare frecciatine ad Harriet ''Fucking'' Vanger e per provare sana gelosia per Erika Berger. Ma del resto, Lisbeth, la ''conosciamo'', no ?

 

http://canvas.grolsch.com/sites/default/files/news/images/tumblr_m8f6v1sjml1rnffmho1_r1_500.gif


Approfittiamo quindi per la prima, unica ed ultima volta di Stieg Larsson, allora, e salutiamola come si conviene, lasciandola parlare :
“ Se continui [ così, Mikael, ] ti trascino di nuovo nella cantina di Martin e ti ci lego " : si, è tutta lei. 

 

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Addenda Off Topic ( rigore-è-quando-arbitro-fischia ).
Uomini che odiano le donne. E donne che odiano ( certi ) uomini, ( certi ) bambini e ( certe ) bambine :

( © Stephan Richter ).


E feti che invece se ne sbattono alla grande e insieme alle loro mamme promuovono l'uso ricreativo delle nazionali senza filtro al grido di : “ Ci pensa la placenta ! ” :

David Fincher, 1989.    

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