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Score

Regia di Radley Metzger vedi scheda film

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La recensione su Score

di undying
6 stelle

Radley Metzger si inoltra nel territorio hard. Pur facendolo con il solito garbo e con una grande attenzione alla forma e al contenuto, insolitamente si concentra in venti minuti dove sotto i riflettori non sta il fascino femminile, ma il più nervoso e statuario corpo virile. Al nudo di donna, subentra esplicitamente quello maschile.

 

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Jack (Gerald Grant) ed Elvira (Claire Wilbur) sono felicemente accoppiati ma, pur essendo forte il loro legame affettivo, non disdicono di incontrare scambisti occasionali, spesso ricorrendo agli annunci pubblicati su apposite riviste. Tra i due, in maniera ludica, esiste anche una improvvisata gara ad accumulo di punti, basata su scommesse relative ad andamenti e sviluppi con i nuovi ed occasionali partner (da cui il titolo Score, ovvero punteggio). Nella loro dissoluta vita, un bel giorno capita la coppia composta da Eddie (Casey Donovan) e Betsy (Lynn Lowry). Coppia che sta vivendo un rapporto (anche intimo) decisamente freddo. La domanda sul perchè non ci sia più intesa tra Eddie e Betsy trova risposta nel gioco dei travestimenti. Gioco condotto in casa di Jack ed Elvira, pronti a scommettere su "chi scoperà chi". Così finisce che, scherzando scherzando (e con l'aiuto di qualche pillola eccitante) il cowboy Eddie si trova a fare sesso -in tutti i modi- con il marinaio Jack. Mentre suora Elvira apre le gambe alle morbide labbra della sexy Betsy.

 

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Jerry Douglas, in sceneggiatura, cavalca con vigore (maschio) gli effetti del sessantotto, concentrandosi sulle nuove concezioni possibili di "libero amore". Meglio però sarebbe dire di libero sesso. La coppia moderna non ha più nulla da spartire con il (falso) moralismo di derivazione cattolica, a stampo patriarcale, e predominante nel periodo post bellico: lei in cucina, madre con figli da crescere e serva di casa; lui padre padrone, gran lavoratore ma molto prepotente. Cose arcaiche, sorpassate, fuori tempo massimo nella cultura americana ed occidentale di metà Anni '70. E non solo perchè sono cambiati i riferimenti e le mansioni all'interno di una relazione ordinaria (uomo/donna) ma anche sul piano extraconiugale non esistono più paletti: il sesso diventa un gioco, una sperimentazione empirica, carnale, edonistica di (in)finite possibilità, di sempre nuove posizioni e combinazioni fisiche. Incroci anche pericolosi (il 69 tra i due ragazzi) ma tutti da percorrere, con freno completamente sbloccato. Tabù da infrangere, lentamente e dopo adeguata preparazione.

 

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Così la sequenza shock arriva decisa e inattesa, pionieristica, dopo un'ora abbondante spesa in parte nella propedeutica lezione sull'orientamento omo. Lui su di lui, a fare all'amore: quindi sopra, ma poi sotto, pure di lato, anche davanti e infine dietro. Il tutto intercalato in un efficace parallelismo, durante il quale i gesti fatti dalle due ragazze si alternano, identici (ma con esiti ben differenti), nell'accoppiamento sull'altra sponda. Betsy lecca tra le gambe Elvira? Allora Jack spompina Eddie! Elvira infila le dita in mezzo alle cosce di Betsy? E invece Eddie lavora, di mano, il cazzo di Jack. La cosa incredibile è che nei due contesti, non esiste paragone tra l'intensità degli atti e l'esplicito metodo di messa in scena. Il rapporto lesbo sparisce di fronte all'esuberante potenza di quello gay. Momento porno tout court, ma solo in quei 20 minuti che non hanno nulla da spartire con la miseria che, in seguito, il genere hardcore ci avrebbe propinato. Qui il significante cede posto al significato. Il corpo nudo scompare e il sesso con lui. Restano solo due ragazzi che in principio si baciano, dando poi inizio ad una serie di reciproche attenzioni: mani che cercano, curiose e affettuose, passando dalle carezze alla masturbazione; bocche e labbra che si alternano ora su uno, ora sull'altro membro finendo a dare consistenza a decise fellatio, eseguite addirittura in simultanea, sincronizzate nel compimento del 69.

 

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Il fatto che in regia stia uno come Metzger, cantore per antonomasia della fascinazione femminile, sorprende non poco. Score, non scade mai nella volgarità dell'hard onanistico o fine a se stesso. La regia è sempre attenta alla messa in scena, con effetto mirato a generare ulteriore turbamento per via dell'uso (psichedelico) di specchi e filtri deformanti. E l'inserimento di una colonna sonora ritmata, contribuisce a rendere ancora più scorrevole il già coinvolgente film. Sono 90 minuti sorprendenti, dove il porno (pionieristico) è inserito in una storia interessante, finendo per essere funzionale e necessario. Una nota sugli infausti destini dei due protagonisti lanciati in un rapporto gay al 100% (esplicito ma mai rozzo, tantomeno brutale): Casey Donovan si spegne nel 1987 alla giovane età di 43 anni per colpa dell'AIDS, mentre Gerald Grant se ne va nel 1993, anche lui prematuramente a soli 52. 

 

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"I gay hanno diritto di essere infelici come tutte le altre coppie.” (Chris Rock)

 

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