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Le Idi di Marzo

Regia di George Clooney vedi scheda film

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La recensione su Le Idi di Marzo

di marcopolo30
8 stelle

Finissimo esempio di cinema apolitico sulla politica portato avanti con mano ferma ma leggera da un George Clooney che non esita a lasciare protagonismo ai signori del dietro le quinte interpretati alla grande da Ryan Gosling e dal compianto Philip Seymour Hoffman.

Notevole esempio di cinema apolitico sulla politica, “Le Idi di Marzo” conferma che George Clooney sa come scegliere storie mai banali e portarle poi in scena in maniera sempre avvincente. OK, riconosco che il 'sempre' va qui preso con le molle alla luce del suo seguente lavoro “The Monuments Men”. Diciamo allora 'quasi sempre'. Il plot ruota attorno al rush finale delle primarie 2008 del partito democratico, quelle che nella realtà videro contrapposti Barack Obama e la omnipresente (e omniperdente) Hillary Clinton. Nella finzione clooneyana i due candidati portano invece i nomi del senatore Pullmann e quello del governatore Morris. E qui incontriamo già il primo marchio di qualità dell'opera: i due personaggi appena citati, attorno ai quali orbita in effetti l'intera vicenda, appaiono pochissimo, il primo credo una sola volta, qualche secondo appena, il secondo, interpretato dallo stesso Clooney, ha un minutaggio certamente maggiore ma lascia comunque il vero protagonismo ai membri del suo staff Ryan Gosling e Philip Seymour Hoffmann e persino all'outsider Paul Giamatti. La stragrande maggioranza degli autori, di fronte alla medesima storia, avrebbe molto probabilmente optato per la meno impervia via del lasciare campo libero ai duelli verbali fra candidati, politicizzando però così l'opera a tutto svantaggio della qualità cinematografica della stessa. Quindi lode a George. Va poi da se che disporre di un cast come quello appena citato aiuta a tenere alto lo standard di qualsiasi film, e se sul compianto Seymour Hoffmann non serve spendere ulteriori lodi, due parole su Ryan Gosling valgono invece la pena, perché siamo evidentemente di fronte a un attore sul cui talento molti hanno sempre espresso dubbi e che invece negli ultimi anni sta regalando ottime interpretazioni di livello costantemente crescente. Da non perdere e gustarsi con grande attenzione la scena del briefing nella limousine tra Morris e il suo direttore di campagna elettorale, scena magnifica e di vitale importanza nell'economia del racconto eppure assolutamente statica.

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