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Le Idi di Marzo

Regia di George Clooney vedi scheda film

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La recensione su Le Idi di Marzo

di zombi
8 stelle

ryan è un'idealista. un puro. crede in quello che fa e nonostante sappia che il suo lavoro è la politica, crede che si possa vincere solo grazie ai valori. quelli veri. quelli buoni. lavora per colui che crede che dovrebbe vincere. ryan e philip gli costruiscono addosso dei discorsi molto entusiasmanti(energia alternativa al petrolio per smettere di imporre la libertà ai paesi produttori dell'oro nero; matrimonio ai gay come diritto acquisito della persona e non del genere o della razza)per i quali anche io provavo una simpatia innata per il governatore morris(già adoro george, figuriamoci un governatore con la sua faccia). ma una campagna elettorale, le primarie e la corsa presidenziale, non si vincono con i buoni ideali. ci vogliono le alleanze e se le alleanze non ce le hai, ti giochi stati e casa bianca, tutto in un blocco unico. l'ingenuo ryan però accetta un invito con paul, che corre con l'altro governatore democratico con idee e alleati di destra. l'ingenuità però non può sposarsi con la politica. e da questo momento per ryan le cose cominciano a precipitare. la mia simpatia per george è dovuta a questo... alla sua capacità di essere un divo che ha usato la sua bella faccia per riuscire a fare quello che tutti coloro che si fregiano del sostantivo attore, dovrebbero fare. passare dal blockbuster al film impegnato con nonchalance. come fosse la cosa più naturale di questo mondo. la crescita di ryan avviene in un lasso di tempo veramente breve e attraverso accadimenti tremendi. lui muta e alla fine sembra un baccello di un ultracorpo. ryan che non è più ryan o peggio ancora il ryan che sarebbe divenuto col tempo. e quindi relazioni interpersonali che mutano gli esseri umani e lo stato delle cose; mutano le alleanze e gli esseri umani sul pianeta vengono smossi come in un gioco da tavola. con un tiro di dadi, molti sorrisi, tiri bassi, giornalisti compiacenti per uno scoop si deve comunque decidere che l'america rimanga il primo paese al mondo. ovviamente gli attori sono strepitosi, a cominciare dal protagonista ryan gosling che si gioca la scena con clooney nel confronto-scontro in una cucina. peccato per paul giamatti. un ruolino, ino, o.

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