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Scialla!

Regia di Francesco Bruni vedi scheda film

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La recensione su Scialla!

di bradipo68
6 stelle

Che bello il film di un debuttante.
Un'opera prima.
Ma sì, incoraggiamo i giovani registi che si danno da fare, soprattutto quelli esordienti che chissà quanto devono penare per riuscire a mettere assieme due euri per un cast attoriale e tecnico decente. I giovani vanno sempre incoraggiati.
Come si chiama il regista debuttante? Francesco Bruni? Eppure non mi suona nuovo questo nome, l'ho già sentito da qualche parte.
Toh...è lo sceneggiatore di Virzì, mi pareva che lo conoscevo.
Però non vale non è un debuttante come un altro.
Ha 50 anni e ancora sta all'opera prima?
E io pensavo che fosse un debuttante vero, giovane, alle prime armi.
Esordire con tutta quella roba dietro ( e davanti perchè continua imperterrito a scrivere sceneggiature, a insegnare sceneggiatura , ha pure un conflitto di interessi perchè ha sceneggiato il nuovo di Ficarra e Picone in sala contemporaneamente a questo film) forse è fin troppo facile.
Chissà Bentivoglio e la Bobulova avranno anche sgomitato per fare questo film.
E che lo faccia Francesco Bruni mi preoccupa e anche parecchio:per prima cosa perchè se insegna sceneggiatura e non regia un motivo ci sarà( e credo che si vede pure) e poi fa notare al globoterracqueo che se non sei già inserito in qualche modo nel meccanismo (perverso) dell'industria cinematografica esordire alla regia e avere una distribuzione adeguata è impresa veramente ardua.
Una mission impossible
E se questo film lo avesse diretto Pinco Pallino, lo avrebbe visto qualcuno?
La classica domanda delle 100 pistole.
Scialla! non è in fondo tutto questo sfacelo: fa sorridere( raramente strappa la risata), è pericolosamente conservativo negli sviluppi narrativi preferendo adagiarsi su un moralismo neanche tanto celato che però è rassicurante sia per i figli che per i genitori, è un ritratto di un incontro/scontro abbastanza canonico tra un figlio che non ha mai avuto bisogno di un padre e un padre consumato dall'apatia che non sa nemmeno da dove cominciare quando viene a sapere che ha un figlio.
Purtroppo tutto stravisto nonostante la disillusione del fiftysomething Bentivoglio, più sgualcito degli abiti che porta e la rusticità dell'esordiente Scicchitano, bravo quando incarna la propria quotidianità da quindicenne coatto ma palesemente a disagio nelle scene a più forte tensione emotiva.
Scialla! parla del vuoto socioculturale che circonda gli adolescenti, la loro mancanza di figure di riferimento ma cerca di farlo en passant senza farlo tanto pesare.
E parla anche di quanto è difficile può essere il mestiere del genitore.
Assolvendo sia i figli che i genitori.
Poco incisivo il personaggio della Bobulova, versione esteuropea della classica puttana dal cuore d'oro presente in molte commedie, mentre Vinicio Marchioni gioca a rimpiattino col Freddo della serie Romanzo Criminale,in un' autocaricatura un pò cialtrona di uno spacciatore che cita a memoria Pasolini e fa guardare Truffaut alla sua banda .
"I 400 colpi? Ma che è un film de guera?".(dirlo con due r è erore).
E naturalmente gli spacciatori finiscono in galera come vuole la morale e quelli antipatici li gonfiamo come zampogne.
Vogliamo parlare di Luca che non fuma, non beve, ha un amico nero e si pente quando ruba un bel rotolo di banconote da 500 euri?
Troppo politically correct!
Scialla! non fa respirare aria di borgata, il romanesco è un pò troppo addomesticato mentre risalta il padovano caricato a pallettoni di Bentivoglio.
E' una simulazione che fa una discreta figura.
Il pubblico gradisce un cinema medio come questo (che comunque è raro nel panorama  italiano) che cerca di trovare una terza via facendosi strada tra la comicità intestinale cinepanettonizia e quella all-star di Brizzi e compagnia cantante.
Ma è un peccato che costoro che gradiscono Scialla! abbiano praticamente ignorato durante la scorsa stagione il delizioso Febbre da Fieno ,con una Roma molto più verace di questa.
Per quanto mi riguarda visione in sala da ricordare per due motivi: dopo essermi accorto con un decina di film di ritardo che Mastrandrea si chiama in realtà Mastandrea, ora è la volta di Barbara Bobulova che è diventata Barbora per la prima volta.
Il secondo motivo è che per la prima volta nella mia trentennale frequentazione cinematografica, nella fila dietro la mia comodamente in braccio alla sua padrona, tra gli spettatori c'era un delizioso Pinscher nero focato che ringhiava giusto a qualche cambio di scena un pò troppo invadente per i suoi occhi e per le sue orecchie dritte.
E' proprio vero che nei multiplex fanno entrare proprio di tutto...ma è sempre meglio un cane spettatore che uno spettatore cane.
Meditate gente,meditate.

Su Francesco Bruni

esordio sul velluto

Su Fabrizio Bentivoglio

più sgualcito degli abiti che indossa

Su Filippo Scicchitano

bene quando recita se stesso e la sua romanità coatta.Male nelle scene drammatiche.

Su Barbora Bobulova

poco convincente in un personaggio opaco.

Su Vinicio Marchioni

gioca di sponda col personaggio

Su Arianna Scommegna

bruttarella!! mi ricorda qualcuno....

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