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Paradiso amaro

Regia di Alexander Payne vedi scheda film

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La recensione su Paradiso amaro

di maurizio73
5 stelle

Avvocato nel campo delle transazioni immobiliari e amministratore fiduciario di un trust di famiglia che possiede una vasta proprietà terriera vergine delle Hawaii di cui è incaricato di concludere la vendita, Matt King viene sconvolto dal grave incidente di barca che lascia in coma la moglie ed ancor di più dalla scoperta che la consorte lo tradiva con un altro uomo. Insieme alle figlie ancora giovani, con cui ha un rapporto problematico, si mette così alla ricerca dell'amante di sua moglie affinchè questi gli possa dare l'estremo saluto e chiudere così l'ultima questione in sospeso che rimane in una tormentata e residuale relazione coniugale.
Dal romanzo di Kaui Hart Hemmings da cui l'autore trae, insieme a Nat Faxon e Jim Rash una sceneggiatura non originale vincitrice addirittura del Premio Oscar, Alexander Payne costruisce una tragicommedia indipendente (distribuita però dalla Fox) che sembra avere i pochi pregi del cinema off Hollywood (marginalità dell'argomento, originalità della storia, eccentricità del contesto sociale, umanità di personaggi fuori dagli schemi) ed i molti difetti di un cinema mainstream che arruola una all star come Clooney (pure se avvezzo,soprattutto come autore, a questo tipo di produzioni) e che si trastulla nella banalità di una costruzione narrativa in cui agli aspetti più retrivi del moralismo dimostrativo si aggiunge la sconfortante superficialità di relazioni sociali relitte di un incomprensibile naufragio esistenziale (non basta la 'voice over' del bel George a introdurre e sostenere un argomento,l'insolito retroscena di una crisi coniugale post mortem, che rimane tutto il tempo sugli scudi di una  ridicola schermaglia al capezzale di una donna in coma). Pur riconoscendo le buone intenzioni di una costruzione drammatica che si dibatte fino alla fine nella interessante dialettica tra vendetta e perdono, facendo combaciare i pezzi di un puzzle familiare dove alle rivalse fedifraghe si unisce la singolare coincidenza di un interesse economico, il film di Payne inanella una serie di luoghi comuni sui rapporti sociali (dalle difficoltà della relazione padre-figlie alle recriminazioni coniugali fuori tempo massimo, dallo scontro frontale coi parenti-serpenti alla resa dei conti con l'ex amante della moglie tanto sposato quanto vigliacco) ed una galleria di personaggi e di clichè psicologici che, a dispetto del disincanto cui ambisce l'operazione tragicomica, lasciano davvero l'amaro in bocca per la insignificante banalità del risultato finale. Al riscatto non sono sufficienti nemmeno la sorniona condiscendenza del sempre bravo Clooney ed il significato sottotraccia di una eredità familiare (in senso materiale ed affettivo) da tramandare come un inestimabile valore di bellezza e di verità che risplende adamantino dal verdeggiante bastione di una falesia ancora vergine a picco sulle rive di un incontaminato oceano tropicale (splendidamente fotografato dal bravo Phedon Papamichael). Il Paradiso, per ora, può attendere.

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