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Morte a Venezia

Regia di Luchino Visconti vedi scheda film

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La recensione su Morte a Venezia

di supadany
8 stelle

VOTO : 7.

Dramma esistenziale dove primeggia un concetto estetico di alto profilo (sia visivo che di pensiero), ma nello stesso tempo non è arido nel mettere in mostra i sentimenti del suo protagonista per quanto Visconti non scelga una strada espositiva per niente accomodante e facile.

Gustav (Dirk Bogarde), compositore attento all’estetica dell’arte e della persona, è in vacanza a Venezia, quando si invaghisce perdutamente di un giovane dai tratti somatici affascinanti.

Distante da tutto, il giovane sarà il centro delle sue ultime attenzioni.

Intanto, lontano, ma anche molto vicino allo spazio dell’albergo altolocato dove alloggiano, è in atto un’epidemia di colera tenuta il più possibile nascosta per non allontanare i turisti.

Racconto non facile, i dialoghi sono relegati in secondo piano, più presenti nei flashback sul passato dove si ricostruisce l’approdo al presente del personaggio, mentre la scena è dominata da sequenze molto lunghe (nelle quali si denotano capacità registiche di alto profilo) che manifestano i concetti basilari del film, ovvero l’arte come strumento di rappresentazione (esplicitata nel primo flashback molto intellettuale ma cognitivo) e il degradamento del fisico con l’avanzare dell’età (la fine di un periodo che non può più tornare se non nella mente).

Il tutto sorretto da un’estetica notevole, grazie alla quale il film riesce a catturare l’attenzione nonostante una lentezza nell’evoluzione della trama dove però non mancano sequenze di alto impatto e momenti intensamente sentiti (grazie anche a Bogarde che riesce a passare da momenti dove trattiene tutto ad altri dove mostra il fiume in piena che si sente dentro).

Ottimo l’accompagnamento musicale, fin dall’introduzione, di Mahler, che scolpisce i momenti più importanti della pellicola fino ad un finale che cala il sipario sulla storia di una vita.

Dunque è un film che bisogna guardare sapendo a cosa si va incontro, ma se c’è la predisposizione richiesta difficilmente può lasciare delusi.

Cinema prezioso tanto più oggi dove approcci di questo tipo paiono quasi del tutto dimenticati.

Su Luchino Visconti

VOTO : 7.
Regia maniacale nell'attenzione per tutto quanto concerne il punto di vista estetico, ma non relega comunque in un angolo le sensazioni (anche se in alcuni frangenti rischia di essere un pò pesante).

Su Dirk Bogarde

VOTO : 7.
Prova molto valida nell'alternare i differenti stati emotivi del suo personaggio.

Su Silvana Mangano

VOTO : 6.
Diligente.

Su Björn Andresen

VOTO : 6,5.
Guidato, e ripreso, molto bene in una rappresentazione prettamente visiva.

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