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Melancholia

Regia di Lars von Trier vedi scheda film

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Badu D Shinya Lynch

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La recensione su Melancholia

di Badu D Shinya Lynch
10 stelle

La fine e basta.

Un'opera disintegrata e disintegrante. La fine dell'umanità, della malvagità, della borghesia e della speranza. La miglior apocalisse del cinema, delle convenzioni sociali e dell'esistenza umana - se di (vera) vita possiamo parlare. Dio e la scienza sono importanti? Contano veramente? No, sono ininfluenti : non hanno abbastanza potere per fermare la catastrofe imminente, non sono la "verità ultima" che salverà la popolazione mondiale. La verità salvifica la possiede il pianeta Melancholia, la possiede Justine (Kirsten Dunst) e la possiede Lars von Trier : le tre entità coesistono, fanno parte di un'unica e sincera sentenza - la morte, la conclusione perfetta di un mondo imperfetto ; le persone sono cattive, la vita è ostile ; paradossalmente, Melancholia ha un aspetto rassicurante e familiare, come fosse la dimora per un dolce e indispensabile riposo definitivo : esso abbraccia la Terra, la bacia, le danza attorno, la conquista, la penetra - si, è come se la morte facesse l'amore con la vita. Non ci sarà un nuovo inizio, tutti hanno vissuto abbastanza. La vita è pesante, e chiudere gli occhi per sempre non dovrebbe essere un dramma. Semplicemente "è arrivata l'ora". Non si tratta necessariamente di pessimismo, cattiveria, misoginia o brutalità : no, è un accettare passivamente l'epilogo di tutto, il termine di ogni cosa ; concedersi a questa sensazionale fine, avvolgerla e lasciarsi avvolgere. Chi è stato ad evocarla? Forse nessuno, forse il nulla, forse tanti e forse tutti (inconsciamente?).
La prima parte (il matrimonio) vira verso il colore giallo : quasi divertente, spensierato, di buon auspicio - SPERANZA per un futuro che non ci sarà. La seconda parte (l'avvicinamento e lo schianto del pianeta) è cosparsa di blu : tristezza, malinconia, ansia, apatia e malattia. 
Una consapevole e glaciale (auto)distruzione, una fredda e realistica catastrofe. Un trattato filosofico e apocalittico sul malessere esistenziale. Un'implosione emotiva, un uragano silenzioso di sentimenti e sensazioni.
Misterioso, affascinante ed evocativo - Melancholia è l'excipit del cinema, e non solo.

"Mi sembrava interessante l'idea che potessimo essere soli nello spazio. In realtà è totalmente irrilevante, ma non per me. Se sulla terra scompare la vita ma altrove ci sono cellule da cui si può ripartire, è un conto. Ma se altrove non c'è vita, be', allora è finita e basta."
- Lars von Trier -

Capolavoro assoluto.

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