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Mosse vincenti

Regia di Thomas McCarthy vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Mosse vincenti

di alan smithee
6 stelle

TFF 2011 - Concorso. Secondo film in concorso a Torino, e secondo film oggi (dopo Moneyball) incentrato su uno sport, in questo caso messo (per fortuna) un po' piu' come sfondo di vicende umane tra il divertente e la commozione. Lo sport e' la lotta libera, che lo spiantato avvocato Paul Giamatti (sempre eccellente ed in gran forma) insegna con impegno e devozione ad un gruppo di ragazzini non sempre portatissimi per questo particolare indirizzo.
Giamatti approfitta del dichiarato stato di non autosufficienza di un suo anziano cliente (il tenero Burt Young, un tempo cognato di Rocky Balboa) per diventare suo tutore ed intascare l'assegno previsto, che servira' per integrare le sostanze per il sostentamento della sua famiglia (due figlie piccole e una moglie ignara del dissesto economico del nucleo in cui vive). Poi in realta' l'avvocato lo toglie dalla propria casa e lo trasferisce, nonostante l'opposizione dell'interessato, in un ospizio poco distante alla casa del protagonista. L'arrivo improvviso fuori della porta del vecchio del giovane nipote biondo tinto e taciturno, spinge Giamatti a portarsi a casa il ragazzo, che pian piano si conquista le simpatie di tutta la famiglia, soprattutto quando vengono a sapere che il biondino e' un ottimo talento proprio nella disciplina della lotta libera, in grado di risollevare le precarie sorti della sconquassata squadra in cui viene accolto. Poi arriva la scapestrata madre del giovane, rivuole figlio e padre, ma solo per avere i proventi della tutela all'incapace. L'amara verita' viene a galla, il cinismo dell'avvocato e' tuttavia mitigato da un comportamento assolutamente in buona fede nei confronti del giovane talento, mentre la stessa cosa non puo' dirsi per la madre del ragazzo. Sara' un accordo "stra-giudiziale" a sistemare la contesa, dopo che amarezze e delusioni avranno rischiato di offuscare definitivamente un rispetto reciproco guadagnato a fatica dal ragazzo nella sua nuova famiglia. Il film, opera terza dell'autore del celebrato "L'ospite inatteso", ne riprende stile e argomentazioni come tolleranza e rispetto di usi e comportamenti diversi e risulta godibile, semplice ma spassoso, impegnato ma leggero grazie ad una buona tenuta di ritmo e ad un cast azzeccato e ben amalgamato.

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