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The Amazing Spider-Man

Regia di Marc Webb vedi scheda film

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La recensione su The Amazing Spider-Man

di Lord Holy
8 stelle

In origine doveva essere Spider-Man 4, addirittura con possibili capitoli 5 e 6 già in previsione. Tuttavia le incolmabili divergenze creative sorte fra la Sony e il regista della precedente trilogia, Sam Raimi, portarono a questo, che a tutti gli effetti rappresenta un nuovo inizio, in un universo differente e con personaggi diversi. Sì, la volontà di discontinuità è marcata: se da un lato il recupero di certi elementi classici del fumetto (i lancia-ragnatele e la fidanzata storica) sono senz'altro apprezzabili, al contrario appare quasi pretestuoso l'aver ritenuto necessaria una parziale riscrittura degli eventi fin nel dettaglio del famoso morso del ragno. Comunque, venendo a storia e protagonisti...

La trama evita gli (o)errori di Spider-Man 3: imparando dal passato, si focalizza su meno personaggi e, soprattutto, su di un villain solamente. Cerca di sottrarsi a qualunque confronto con i film precedenti e, infatti, spariscono Harry Osborn, Mary Jane Watson e J.Jonah Jameson (non è affatto escluso, però, il loro ritorno in un secondo momento). Norman Osborn è soltanto "evocato". In compenso, vengono per la prima volta introdotti i genitori del nostro eroe, Richard (Campbell Scott) e Mary (Embeth Davidtz). Degna di nota è pure l'introduzione di un riuscito Flash Thompson (Chris Zylka), che non è detto in futuro non possa vedere espanso il suo ruolo.

Andrew Garfield non tenta di imitare Tobey Maguire. E questo è senza dubbio un bene, perché avrebbe "stonato" non poco. Addio dunque al goffo Peter Parker, sostituito da uno più geniale (sebbene con un'espressione un po' "tocca", a volte), che rimane impacciato soltanto nei confronti della sua ragazza. Persino il suo Spider-Man non sarà più lo stesso, divenuto maggiormente cinico e sarcastico nell'affrontare i suoi avversari. Certo, il preferire questo o l'altro (o entrambi, perché no) è una mera questione di gusti personali, tuttavia è indubbiamente encomiabile l'assenza di volontà d'imitazione. Non sarebbe stata giusta, né corretta. Bello il suo assomigliare ai ragni pure nei movimenti e l'aver scongiurato che il suo penzolare fra i palazzi sovvertisse qualunque legge fisica: le sue ragnatele avranno sempre un appiglio sensato, non apparendo auto-sostenute nell'etere.

Tra le migliori scelte, a mio avviso la più vincente, si annovera il recupero di una Gwen Stacy squisitamente classica, affidata a un'eccellente Emma Stone, in grado di annichilire la modesta prova di Bryce Dallas Howard (non per colpa sua, intendiamoci), che ricoprì il medesimo ruolo nel terzo capitolo diretto da Raimi. Senza esitazione ella si rivela la sorpresa di questo film: magnetica e frizzante, non si rimpiangerà la MJ interpretata da Kirsten Dunst. Troppo dissimili. Pure suo padre, il capitano George Stacy, ottiene più spazio e dal volto di James Cromwell passa a quello di Denis Leary, che a tratti mi ricorda Willem Dafoe.

La controparte del giovane Uomo Ragno questa volta toccherà al Dott. Connors. Devo riconoscere che continuo a preferire Dylan Baker al qui presente Rhys Ifans, che comunque compie un discreto lavoro. La sua vicenda, con l'avvento di Lizard, potrebbe facilmente richiamare alla mente quanto narrato in Spider-Man 2: ecco, questo rappresenta un difetto, secondo alcuni (me compreso), per il fatto di aver osato una simile (e improponibile) "citazione" all'Octopus di allora. Un paragone perso in partenza.

Significativo lo zio Ben restituito da Martin Sheen, in sostanza non molto distante da quello di Cliff Robertson, mentre la zia May di Sally Field apparirà completamente differente, rispetto alla Rosemary Harris cui ci eravamo abituati sul grande schermo. Io sono rimasto affezionato all'altra, lo ammetto, ma ancora una volta è una semplice questione di sensibilità personale. Lasciamo il tempo al nuovo fiore di sbocciare.

Strapperà qualche sorriso il simpatico cammeo di Stan Lee in biblioteca, in un momento davvero particolare.

Riassumendo: secondo il mio modesto parere, The Amazing Spider-Man non ha nulla da invidiare alla precedente trilogia diretta da Sam Raimi. O meglio, se dovessi operare un confronto, al momento lo riterrei migliore di Spider-Man 3 (2007), peggiore di Spider-Man 2 (2004), circa al pari di Spider-Man (2002). Dunque vedo delle buone potenzialità in questo approccio inedito, se verranno mantenute le promesse. Non tutto, infatti, sarà risolto qui, lasciando liberi un paio di "fili" dell'intreccio (in merito ad un tatuaggio su di un polso ed ai segreti degli autori del contenuto della valigetta), che dovranno trovare la loro naturale collocazione forse già nel sequel, previsto per maggio 2014. L'immancabile scena dopo i titoli di coda (consiglio di restare seduti) lascia presagire uno scenario ricco di ulteriori e (s)travolgenti eventi. Unico svantaggio è l'essere giunto così in prossimità temporale rispetto al suo antesignano, del quale però il conservare un vivo ricordo tanto recente potrebbe invero dimostrarsi un vantaggio, nell'infelicità dell'ultimo episodio di cinque anni fa...

Sulla trama

Unisce alcuni elementi dello Spider-Man classico ad altri inventati ex novo per l'occasione, ma pare soprattutto ispirarsi alla versione più moderna del supereroe, ovvero quella Ultimate. In sostanza, è la medesima degli Iron Man, Hulk, Thor, Captain America e quindi pure del recente The Avengers sbarcati sul grande schermo negli ultimi tempi. Che sia in programma un futuro crossover? Mancherebbero soltanto gli X-Men (o meglio Wolverine) all'appello.

Sulla colonna sonora

James Horner individua e alterna le giuste suggestioni alle tonalità più leggere, ciascuna quando occorre. Da brividi la sequenza associata alla "corsa" finale (Saving New York, mi pare si chiami così la traccia). Musiche degne di essere ascoltate: di certo ben accompagnano il film e magari potrebbero pure risultare gradevoli in separata sede.

Cosa cambierei

In realtà non molto mi sovviene alla mente. Magari avrei gradito l'aspetto di Lizard fedele al fumetto.

Su Marc Webb

Spensierato e malandrino, a suo agio sia nell'azione che nella commedia, riesce a valorizzarle entrambe con le giuste inquadrature, in grado di riscuotere l'effetto desiderato.

Su Andrew Garfield

Un convincente Peter Parker/Spider-Man, fisicamente e nel trasmettere le emozioni dettate da copione. Bravo!

Su Emma Stone

Fra le novità più incoraggianti vi è certamente la sua impareggiabile Gwen Stacy, graziosa e assai valida.

Su Rhys Ifans

A mio avviso ha soddisfatto quanto gli è stato chiesto come Dott. Curt Connors/Lizard, nulla più.

Su Martin Sheen

Il suo zio Ben Parker non sfigura, abbastanza caratteristico.

Su Sally Field

Una zia May Parker diversa dal solito, ma apprezzabile.

Su Denis Leary

Buon capitano George Stacy, il padre di Gwen.

Su Irrfan Khan

Discreto Dr. Ratha.

Su Campbell Scott

Discreto Richard Parker, il padre del protagonista.

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