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The Amazing Spider-Man

Regia di Marc Webb vedi scheda film

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La recensione su The Amazing Spider-Man

di bufera
6 stelle

The Amazing Spider-Man ha invaso la capitale in questi giorni, di stanca distribuzione e insopportabile calura, e ha catturato persino  una spettarice come me, che non ha tale genere nelle sue priorità, ma è curiosa di esperienze e per di più aveva visto, anni fa,uno dei primi film con Tobey. Maguire, con simpatia e soddisfazione E' ovvio che non ho  voce in capitolo come gli esperti del genere,  ma confesso che vedendo un po' di maretta e difformità nelle opinioni, a due giorni dalla visione mi sento di dire la mia, da semplice amante del cinema e di  tutto quello che c'è dietro. In tale caso  l' operazione commerciale è evidente ed efficace ma non tanto inutile e fastidiosa come in molti altri casi.  Non trovo  grave e disdicevole, che in un mondo di Supereroi,  quello nato e abbandonato forse troppo presto sia stato recuperato, dotandolo  di un antefatto di vita familiare commovente e plausibile che il nuovo  regista Marc Webb racconta, insieme allo storico sceneggiatore Steve Kloves, quel tanto che basta, per dar spazio al futuro. Il nuovo cast è  di buon livello, e conferisce un tocco di umanità e affettività, in realtàun po'  troppo breve e abbozzato, forse ai fini della pianificazione della storia,  al di là di questo prodotto. Non dispiace, però, che questo Spider-Man sia una persona  di nome Peter Parker  che conosciamo bambino di sette anni, allontanato bruscamente e misteriosamente dai genitori e affidato agli zii, il fratello del padre e la moglie (un Martin Sheen dimesso e  una dolce e sciupata Sally Field).  Altra piacevole sorpresa è la presenza di Rhys Ifans, attore di una certa originalità,  talora sorprendente, che rende subito percettibile l'ambiguità del suo ruolo,  dal dott. Connors collega del padre di Peter nelle ricerche sull'incrocio dei geni tra specie diverse, concepito  inizialmente solo a scopi medici terapeutici ma poi deragliato nella sua mente di folle criminale dalla doppia personalità ( Lizard). Deliziosa la  biondina Emma Stone che impersona l'amore giovane e intelligente (Gwen Stacy) e, non solo a parere mio, non si avvertono grossi rimpianti per l'eccellente Tobey  Maguire, cha ha prestato  con eccellenza il suo volto, spesso attonito, e le sue fattezze al precedente Spider-Man. Andrew Garfield, giovane già notato in altre parti ( Parnassus,The Social Network ), espressivo nel volto ma un po' troppo  esile nella  corporatura è stato il prescelto e ha dovuto subire training fisici e adeguata alimentazione per essere convincente ed efficace come acrobatico super eroe, con tuta disegnatagli sul corpo al computer e altri modi di lanciare i fili .Le attuali tecnologie, gli effetti speciali, la splendida fotografia  (anche non in 3D), che percorre i grattacieli, abbraccia i ponti, illumina il cielo ed esalta le luci di una New York ,stravolta da gru, bloccata dal traffico e dal panico della gente in pericolo, le musiche sinfonistiche-roboanti  accompagnano                una azione che va  vista e non narrata. C'è sempre dietro, comunque,  una vita scolastica, una di città di esseri umani che  vanno difesi, la morte dello zio di Peter e del padre di Gwen che portano tristezza e  spunti per continuare la lotta al male in generale  e  all'attacco biogenetico subito da New York ,anche se nulla è risolto sul passato e vivo e in prigione è in agguato Connors/Lizard è vivo ed in prigione..

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