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Nostalgia della luce

Regia di Patricio Guzmán vedi scheda film

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La recensione su Nostalgia della luce

di zombi
10 stelle

nel deserto di atacama in cile, grazie al suo clima secco,  ci sono le condizioni ideali per gli astronomi per guardare agli astri. quando un film non è solo un film di fiction, ma non è nemmeno solamente un documentario, ne esce qualcosa di ibrido veramente speciale. è questo essere diverso che lo rende eccezionale agli occhi di chi guarda e ne rimane incantato. il film di guzman si trasforma quasi inspiegabilmente in qualcosa di altro, in qualcosa di cui la società cilena pare si voglia liberare, ma che è giusto che gli rimanga nel fianco come una spina che di tanto in tanto faccia male. violeta berrios è una mujera buscadora(ora il mio spagnolo può essere maccheronico) e ai piedi, intorno, nelle vicinanze dei telescopi astronomici dai quali gli scienziati ricercano tracce della nostra origine passata, violeta e altre donne cercano tracce del loro passato recente e del passato recente che il loro paese cerca così caparbiamente di dimenticare. il calcio risiede nelle stelle e nelle ossa e guzman accosta sapientemente grazie alla tecnica cinematografica, sassi e ossa e astri e ossa. le ossa dei desaparecidos della carneficina dittatoriale di pinochet. olvido=oblio, dimenticanza è ciò che uno scienziato si augura non accada mai. non si può e non si deve dimenticare le ossa di tutte quelle persone che sono state sistematicamente e liberamente rapite, torturate, uccise e nascoste anche in quel deserto. nascoste e poi disseppelite alla benemeglio e spostate per rendere difficoltosa o impossibile la reperibilità alle autorità democratiche, una volta dimessa la dittatura. si deve arrivare a sentire nostalgia per la luce in un paese che reputa la ricerca delle donne ricercatrici, come una lebbra per la società. ed è così piccolo e insignificante ogni atto più spregevole che un omuncolo come pinochet può aver commesso, se rapportato al pulviscolo stellare che ci circonda e di cui siamo fatti. di sicuro la ricerca delle mogli, sorelle, madri, figlie dei desaparesidos è apparentato alla più nobile ricerca scientifica di qualcosa che assume significati financo mistici e religiosi. cose che a quelle povere donne forse importa poco o niente, dato che a loro basterebbe ritrovare i resti dei propri cari. ed è una richiesta così triste che ti senti il cuore preso nella morsa di una mano artigliata, perchè come dice violeta, spesso si ritrovano resti(uno scienziato ha saggiamente detto, "resti di resti")e violeta e le altre donne non si accontentano di resti, perchè la dittatura se li è presi interi i loro cari, e loro li rivogliono interi. ma la spregevolezza umana non ha confini, e quindi la ricerca può non aver mai fine. la crudeltà umana dei militari che hanno spostato i resti con gli scavatori per andarli a seppellire altrove o come dicono loro, gettarli nel mare, può contare sull'oblio richiesto da coloro che si chiedono "cosa a distanza di tanti anni, ve ne fate delle ossa"!!!!, può contare sulla caducità umana e sulla stanchezza che logora las mujerese buscadoras(di nuovo lo spagnolo maccheronico). l'incanto delle tecniche cinematografiche rende palpabile lo spazio immenso e in espansione che ci circonda in quanto pianeta. le galassie colorate nelle quali gli scienziati ricercano tracce di noi, somigliano ai deserti di sasso nel quale le donne ricercatrici guardano incessantemente alla ricerca di ossa o parti di esse simili a sassolini. e se gli scienziati catalogano i corpi rinvenuti nel deserto degli abitanti di quei posti di 10000 anni fa, fanno lo stesso coi corpi di quaranta anni fa per scopi differenti. i resti dei resti giacciono in un magazzino in attesa di ricevere un'identità e quindi una degna sepoltura, dato che in vita sono stati trattati indecentemente da una società che chiedeva con la bava alla bocca, che l'ordine fosse ristabilito. ciò che fa guzman ricorda ciò fa herzog. la ricerca nella volta celeste di guzman ricorda ciò che fece herzog in quel capolavoro di "cave of the forgotten dreams"... guardare al passato per adocchiare cosa siamo oggi. purtroppo la cassetta è finita qualcosa come un quarto d'ora prima. ho cominciato a guardare "spellbound" di hitchcock e inizia con una citazione che assomiglia a ciò che scrivo: "la colpa non è delle stelle, la colpa è degli umani" una casuale coincidenza che risiede accidentalmente in uno spazio che non contempla il presente, poichè il presente già nel momento in cui lo pensiamo è già passato. 

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