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È stato morto un ragazzo

Regia di Filippo Vendemmiati vedi scheda film

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La recensione su È stato morto un ragazzo

di cheftony
8 stelle

E' stato morto un ragazzo è un documentario del (semi-sconosciuto?) giornalista e regista ferrarese Filippo Vendemmiati, classe 1958. Uscito il 2 settembre 2010 in forma libro+DVD, il film è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia. Vendemmiati, col consenso e tutto il supporto della famiglia del ragazzo in questione, ripercorre la vicenda di Federico Aldrovandi, diciottenne ferrarese morto il 25 settembre 2005 in circostanze misteriose.


Il sottotitolo recita sibillinamente "Federico Aldrovandi che una notte incontrò la polizia"; per chi non ricordasse la vicenda, Federico, un ragazzo "normale" ed espansivo come tanti altri, figlio di persone per bene (il padre è un ispettore dei vigili urbani), rincasava a piedi alle 5 del mattino da una nottata in discoteca con gli amici, quando il suo rientro si arrestò ad un parchetto vicino casa per non completarsi mai più: incontrata una volante della polizia, nasce sicuramente una colluttazione per motivi ignoti e, una volta chiamati addirittura i rinforzi, vale a dire un'altra volante, la polizia è riuscita a sopraffare Federico e calmare quel giovane descritto come "indemoniato, sbatteva la testa dappertutto, si faceva del male da solo". I giornali e gli inquirenti non trattarono bene la notizia: si parlò di malore, di droga (accusando il ragazzo di essere un drogato, anche al processo di fronte ai familiari, per una dose di LSD assunta durante la serata, a quanto pare minima), di un ragazzo gettato da un auto in corsa.

Ci sono voluti anni per arrivare ad una (parte della) verità e l'apertura di un blog da parte della mamma di Federico, in cui mostrava la foto del cadavere del figlio, sfigurato e pieno di ecchimosi, compatibili con colpi di manganello e non certo con lesioni autoinflitte (perché, poi?). L'inchiesta si rianima e finalmente vengono fuori i nomi dei 4 agenti che per ultimi videro Federico Aldrovandi, peraltro lasciandolo al sole senza coprirlo, evitando di avvertire i familiari fino alle 11 del mattino e chiamando non l'ambulanza, bensì i rinforzi.

Il documentario di Vendemmiati, magari non eccelso stilisticamente ma ottimo come ricostruzione dei fatti e testimonianze anche scientifiche come quella del professor Gaetano Thiene, patologo cardiovascolare, mostra anche parti del processo, comprese le imbarazzanti dichiarazioni dei 4 agenti e la difesa vergognosa da parte dei loro avvocati, che puntarono tutto sulla presunta tossicodipendenza del ragazzo e sul suo comportamento da folle ringhiante.


La condanna dei 4 (a cui si aggiunge quella per favoreggiamento ed omissione di atti d'ufficio di altri 3 agenti) serve a poco: grazie all'indulto, essi non hanno mai visto la galera nemmen per sbaglio e non hanno mai fatto piena luce sull'avvenimento, mentre fortunatamente ci hanno pensato alcuni testimoni della palazzina di fronte al parchetto...Una storia da ripercorrere, per quanto possa indignare, e questo documentario ce lo permette: in televisione dubito lo faranno mai vedere, per questo consiglio a tutti di vederlo per approfondire una brutta pagina della cronaca nera italiana e farsi un'opinione basandosi su fatti certi e comprovati, qualunque essa sia.

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