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I Spit on Your Grave

Regia di Steven R. Monroe vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su I Spit on Your Grave

di Lina
4 stelle

Un film dalla narrazione magnetica, ma che si rivela senz'anima, spesso eccessivo e poco credibile. Non offre spunti di riflessione. La protagonista appare del tutto incoerente, da timorosa piagnucolona, si trasforma all'improvviso in una sorta di Wonder Woman che niente e nessuno può fermare...

Trovo molto fastidioso il genere "Rape and revenge" perchè, in quanto cristiana e credente nella forza del perdono, ritengo che uno stupro e un omicidio non abbiano la stessa valenza come crimini. Sicuramente sono entrambi reati molto gravi, ma non è uccidendo i propri violentatori che si possono cancellare certi traumi. Occorrono anni di psicoterapia e il ritrovamento della stima per se stessi, ma togliere la vita ai propri aguzzini è un atto estremo, una punizione da cui di sicuro non potranno imparare nulla. Ha più senso la castrazione chimica per esempio, ma morendo, cosa impara lo stupratore? Gli dovrebbe essere concessa l'opportunità di capire la gravità dell'atto e forse di pentirsi, poichè ognuno di noi possiede un lato oscuro. Io dico sempre che solo alla morte non c'è rimedio, ma di certo, rispondere alla violenza con altra violenza, genera solo altro male e non equilibrio. Ci sono altre punizioni adeguate che possono essere prese in considerazione, ma farsi "giustizia" da sole, rende le vittime crudeli quasi allo stesso livello dei loro carnefici ed è proprio questo ciò che traspare dal film, motivo per il quale non sono riuscita a gradirlo trovandolo disturbante.

 

A essere onesta, ho visto prima questo remake del film originale del 1978 e per quanto l'argomento possa suscitare curiosità, ciò che ti lascia dentro, è solo un mare di amarezza. E' un film fine a se stesso, a mio giudizio classificato erroneamente come horror. Tutt'al più ha i requisiti di un thriller, ma di scene di orrore ne ho viste due e mezzo in tutta la pellicola sinceramente: quella in cui la protagonista appare all'improvviso di notte, nella foresta, per pochi secondi, terrorizzando uno dei suoi stupratori, poi quella in cui uno degli stupratori viene accecato da dei corvi e infine quella in cui un altro è costretto a cadere e bruciarsi il viso in una vasca colma di acqua mescolata a soda caustica... stop, non c'è altro che susciti davvero paura o ribrezzo.

 

In realtà, come film, nonostante l'argomento molto discutibile, ammetto che ha dei pregi: ambientazione suggestiva e cupa al punto giusto, narrazione dinamica e spesso magnetica, che riesce a rivelarsi coinvolgente ed efficace, infatti, la trama, per quanto magra e ridondante, si riesce a seguire fino alla fine perchè accende una morbosa curiosità e interesse nello spettatore. La recitazione è buona, il copione un po' meno, a causa di alcune battute avvilenti e altre banali e infantili. La tensione si lascia sentire solo a tratti, ma le idee sono veramente poche e spesso esagerate. Già il fatto che una ragazza si prenda un periodo per stare da sola e trovare l'ispirazione per scrivere, dato che è una scrittrice, scegliendo un luogo isolato, dove le potrebbe succedere di tutto e nessuno la sentirebbe, appare azzardato, ma è davvero ridicolo che al calare del sole, quando fa buio, non prenda alcuna precauzione per evitare invasioni indesiderate e che la casa non sia provvista di un sistema di allarme.

 

Inoltre, capisco che l'animo umano sia corruttibile e che tutti possano lasciarsi trasportare da istinti crudeli e sopraffatori, ma vedere anche uno sceriffo unirsi e addirittura cominciare a "pilotare" uno stupro di gruppo, rivelandosi il più bastardo tra tutti, è troppo. Solitamente, chi svolge incarichi in nome della giustizia, dovrebbe quantomeno avere più coscienza e umanità di alcuni giovani uomini rozzi, ignoranti e disonesti. Invece, i protagonisti maschili sono tutti disgustosi, non ce n'è uno che si salvi, nemmeno quello che avendo un disturbo mentale, appare più debole e insicuro degli altri. Anche lui perpetra senza pietà una violenza orribile ai danni di una ragazza che quasi strangola... sono tutti più bestie che uomini e perfino quando vengono torturati durante la fase della vendetta di lei, non fanno altro che dirle "fottiti". Solo il ragazzo con l'handicap mentale le chiede perdono, ma la protagonista, Jennifer, non batte ciglio. Si mostra come una creatura senza più anima, svuotata di ogni sentimento fatta eccezione per l'odio...  si professa come una novella paladina di se stessa e del male subìto e, ispirandosi alla legge dell'occhio per occhio, dente per dente, cura nei dettagli le punizioni da infliggere ai suoi stupratori. Così, da questo punto di vista, il film può apparire grottesco, ma anche troppo sopra le righe, poco credibile e incoerente.

 

Jennifer infatti, da ragazza timorosa, piagnucolona e incapace di reagire, si trasforma di colpo in una specie di Wonder Woman intraprendente, una vera e propria forza della natura che nulla può fermare e che attua vendette diaboliche per punire i suoi carnefici... ci si chiede dunque come mai non abbia tirato fuori prima tutta questa sua forza emotiva, impavidità e scaltrezza per salvarsi... sembra quasi bipolare come protagonista ed è disturbante osservare che nella seconda parte del film, si mostri come un'eroina sexy (abbigliamento e look casual dotato di grande e innegabile sensualità) dal cuore di ghiaccio, un senso dell'humor sfacciato e un'intraprendenza degna di un fumetto (una ragazza, da sola, non potrebbe mai farcela a preparare trappole tanto mortali ai suoi aggressori in un posto che neanche conosce bene, per favore!). Ricorda quasi una versione in gonnella di Eric nel noto film "Il corvo".

Un altro difetto di quest'opera è la presenza di alcuni buchi narrativi nella trama... come faccia infatti Jennifer a salvarsi, dopo essere caduta ferita e quasi mezza morta in acqua, non si sa e non viene illustrato nè si comprende come mai non tema di essere arrestata nell'ammazzare un gruppo di uomini. Agisce con l'acutezza mentale di un serial killer, ma non sembra preoccuparsi minimamente delle conseguenze, pertanto, resta un mistero cos'accadrà in seguito, rendendo il film sconclusionato e lontano dalla realtà.

 

Il ghigno che appare sul volto della protagonista quando finisce di uccidere tutti i suoi aggressori è più inquietante che mai e rafforza il senso di vuoto che si prova al termine di questo sterile show di odio, violenza, vendetta e morte. Un film che in definitiva non può essere considerato femminista nè di nessun esempio, poichè non offre spunti di riflessione, rivelandosi solo una macabra rappresentazione di una società totalmente priva di giustizia.

 

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