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Potiche. La bella statuina

Regia di François Ozon vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Potiche. La bella statuina

di bufera
8 stelle

In un cinema da anni '70, smagliante di colori, Ozon racconta con serpeggiante umorismo la storia di riscatto dal maschlismo di un signora bella e intelligente ma considerata un bella statuina dal marito.

 

Potiche - La bella statuina è un film del 2010 diretto da Francois Ozon, liberamente adattato dall'omonima pièce teatrale di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grèdy del 1983. Il film è stato presentato in concorso alla 67°Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia ed è stato nominato per il Premio Magritte per il miglior film straniero in coproduzione.

 

Negli anni settanta la Francia è scossa da scioperi, richieste di cambiamento, tensioni sociali successive ai moti del '68. Suzanne Michonneau( Catherine Deneuve), che ha ereditato dai genitori una fabbrica di ombrelli, ne ha lasciata la gestione al marito Robert Pujol (Fabrice Luchini), uomo autoritario e presuntuoso, impopolare tra i suoi opera, che tratta la moglie come una "bella statuina,"in francese potiche, da tenere in casa senza che le sia permesso di esprimere le proprie idee.

 

Quando il marito, durante uno sciopero, viene sequestrato dai suoi esasperati dipendenti e subisce un infarto, Suzanne, dopo averlo fatto liberare con l'aiuto di Maurice Babin (Gerard Depardieu) deputato comunista e sindaco della cittadina, prende in mano l'azienda, con una insospettabile capacità di negoziare con i sindacati e condurre l'azienda, insieme ai due figli, che rilanciano e modernizzano i loro prodotti.

 

Le cose si complicano quando Robert, dopo un ricovero ospedaliero e una vacanza, è pronto per tornare alla guida dell'azienda, ma Suzanne, con l'aiuto del sindacalista comunista Babin, riuscirà a gestire la cosa, fino al prossimo Consiglio di Amministrazione. In tal caso, per alcuni brogli a sorpresa, Suzanne perde la causa e si butta in politica. La determinazione, la grazia e l'eleganza con cui si fa propaganda rendono simpatica questa storia di emancipazione femminile, in cui una donna imprigionata in una gabbia dorata senza rispetto e senza amore, nonostante la sua bellezza che attira il desiderio maschile, rivendica la sua libertà per gestirsi la propria vita.

 

Ozon ricongiunge in un film, e dentro un medaglione, la coppia Deneuve-Depardieu, ventilando un amore sepolto dalla gioventù ma ancora capace, in altri frangenti, di rinascere. La sua è satira politica che non risparmia nessuno, uomini o donne o partiti che siano.        Il suo cinema esce dalla dimensione teatrale, anche se girato prevalentemente in interni, dove i mobili e gli oggetti sono ricostruiti con cura e i colori vivacissimi dominano su tutto. Alcuni siparietti musicali non stonano per il lieve umorismo che serpeggia.

 

Sii ha l'impressione che anche i grandissimi attori del cast si siano divertiti ad immedesimarsi in personaggi così loro confacenti, dal fedifrago vigliacco e prepotente Robert di Luchini, al monumentale politico, ancora in attesa che torni l'amore del Babin di Depardieu

alla elegantissima e convincente nella sua volontà di non essere una potiche della Suzanne di una strepitosa Catherine Deneuve. 

 

 

Potiche. La bella statuina (2010): Trailer Originale | Sottotitoli Italiano

Potiche. La bella statuina (2010): Clip Italiano | Tu sei la signora Pujol

 

 

 

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