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Le quattro volte

Regia di Michelangelo Frammartino vedi scheda film

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La recensione su Le quattro volte

di leporello
10 stelle

Difficile trovare le parole per un film che delle parole sa farne così bene a meno. Il film di Frammartino è cinema allo stato puro, alleggerito da tutti gli orpelli (necessari inclusi), un racconto per immagini dove all’occhio, da solo, è dato di poter comprendere e svelare ogni recondito significato. I quattro episodi, circolarmente collegati, passano dal mondo umano a quello minerale, passando per gli altri due grandi regni, animale e vegetale. Se nel primo episodio il vecchio pastore è protagonista sempre in primo piano, nel secondo l’essere umano è inquadrato appena, e solo di spalle, di corredo alla divertente e commovente storia del piccolo capretto bianco; diventa poi minuscolo e lontano, come visto da un uccello in volo nell’episodio dell’albero (una chicca svelata da Hollywood Party: quello che si arrampica sull’albero della cuccagna è lo stessso Frammartino) e vaporizza infine nel fumoso buio della carbonaia.

Uno splendido lavoro, nel filone di quei film come “La Storia del Cammello che Piange”, così rari purtroppo nelle nostre sale eppure così benefici e insuperabili nel saper avvicinare gli spettatori all’essenza dell’arte del cinema,  e così preziosi per poterla comprendere a fondo.

Da rilevare, oltre alla grande maestria nel riprendere (il lunghissimo piano sequenza della processione con il cagnolino protagonista è davvero sorprendente, così come tutta la sequenza dei giochi dei piccoli agnellini che si contendono la vetta più alta della stalla), la grandissima cura posta per il sonoro, laddove la voce e i dialoghi, appunto, non servono per raccontare quello spaccato di mondo che lentamente va scomparendo e che in questo prezioso film ci viene regalato.

Diffidate da chi lo definisce “documentario” (la definizione di “sperimentale” di FilmTv si avvicina appena)… Io non saprei bene come definirlo: forse è l’effetto di questa splendida ora e mezza di suprema, sublime assenza di parole, tutt’altro che silenziosa.

Imperdibile, questo senz’altro.

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