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Two Gates of Sleep

Regia di Alistair Banks Griffin vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Two Gates of Sleep

di alan smithee
7 stelle

FESTIVAL DI CANNES 2010 - QUINZAINE DES REALISATEURS
Due fratelli vivono in un'ambiente agreste che li consegna in una realtà senza tempo, sospesi a procacciarsi cibo dal fiume che scorre placido attorno alla loro casa di legno, propensi a curare e a non far mancare nulla alla loro adorata madre, compromessa in modo serio e costretta a letto da lungo tempo.
Per volere di costei, conscia di essere ormai al temine della sua battaglia impari contro un male che la sta logorando, i due intraprendono un viaggio per trasportare la genitrice nel luogo da lei stessa prescelto per la sepoltura.

Un viaggio lungo, travagliato, intrapreso con convinzione e la dignità di chi sa di aver preso la decisione giusta in onore ad una persona che rappresenta molto, se non tutto, per i due superstiti.
Un viaggio in cui la parola lascia spazio al gesto, allo sguardo d'intesa e alla volontà di arrivare alla destinazione prescelta.
Un viaggio contemplativo in cui la figura dei due figli aitanti e obbedienti e remissivi nei confronti di una madre e regina tutta da onorare e servire, viene colta quasi da uno stimolo a sopraffare l'uno ai danni dell'altro per rendersi più compiacente alla grande figura ormai in procinto di raggiungere sponde sconosciute.
L'esordio in regia di Alistar Banks Griffin fece piuttosto scalpore per la quasi totale assenza di dialoghi e per la compostezza di quel percorso funebre e solenne che costituisce l'unico appiglio di un film contemplativo assorto su pensieri e concetti decisamente molto impalpabili, controbilanciato da una manifesta predilezione verso la contemplazione dei corpi, siamo quelli giovani e flessuosi dei due giovani fratelli, siano quelli solo di poco più anziani, ma resi vecchi ed oppressi dalla malattia, della ancor bella ed angelica madre morente.

Quasi un nuova e parallela versione dell'amore intenso ed esclusivo che si consuma tra una madre e un (anzi due qui) figlio maschio dopo il potente Madre e figlio di Sokurov, in cui tra gli attori riconosciamo Brady Corbet, oggi ammirato più come regista (suoi gli apprezzati, affascinanti e controversi L'infanzia di un capo e Vox Lux) che come attore, una ritrovata Karen Young, ancora seducente da apparire quasi più un'amante che una madre, pur nel calvario della malattia che la consuma. Nel ruolo dell'altro fratello, troviamo l'attore David Call.
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