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Miracolo di una notte di inverno

Regia di Juha Wuolijoki vedi scheda film

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La recensione su Miracolo di una notte di inverno

di zombi
8 stelle

in un villaggio in finlandia il piccolo nikolas rimane orfano dei genitori e della piccola sorellina ada. il villaggio di pescatori decide all'unanimità di adottarlo un anno per famiglia, ma purtroppo giunto al sesto anno una grossa gelata che ha distrutto il raccolto e il lago che sembra non avere più pesci al suo interno, fanno si che nikolas venga adottato per quell'anno dal falegname e commercante isakki. per una volta un film di natale che parla del natale e di come una figura fondamentale del natale nasce, senza essere melenso e straripante buoni sentimenti da talk show pomeridiano lacrimevole. il film parla di un bambino che in una terribile notte di tempesta perde tutta la famiglia. rimasto orfano i saggi del paese insieme alle famiglie decidono di prendersene cura, allevandolo, ma di anno in anno per non far gravare la sua crescita solo sulle finanze e le forze di una famiglia sola, cambia casa e affetto contraccambiando intagliando piccoli oggetti nel legno. la maestria del piccolo nikolas è innata e non fa che migliorare, passando anche molto del proprio tempo in solitudine, immalinconito dal tragico evento. le stagioni si alternano e il villaggio insieme allo splendido paesaggio passano dalla stagione della morte a quella della vita. nikolas e i bambini coi quali per sei anni è cresciuto, diventano grandi e anche amici. purtroppo la vita non è tutta rosa e fiori e le favole spesso ce lo ribadiscono. infatti in un anno particolarmente sfortunato e disgraziato, pare che nikolas non trovi nessuno disposto ad accoglierlo in casa. il cibo basterebbe a stento per loro. così si fa avanti il cinico isakki, che scopriremo più avanti, reso crudele e arido dalla morte della moglie e dall'allontanamento dei figli. isakki se lo tira in casa solo perchè gli fa comodo avere qualcuno che lo aiuti a tenere in ordine e anche perchè si accorge che è bravo ad intagliare il legno. come nessuno(o quasi)è totalmente buono, anche isakki non è il solito villain monodimensionale. con modi bruschi e non sempre gentili insegna a nikolas il mestiere di falegname, e proprio durante la notte della vigiglia lo scopre intento ad intagliare con pezzi di scarto, animaletti e oggettini destinati ai bimbi del villaggio. inizia una collaborazione che sfocia presto nell'affetto sincero, quando scopre che uno di quegli oggetti è destinato al lago gelato in cui sparirono i genitori e la sorellina ada. il film di una brevità quasi imbarazzante(poco più di un'ora) è però della lunghezza giusta per sembrare una di quelle belle storie che un bimbo(e perchè no, anche un adulto come me)desidera farsi raccontare proprio mentre la madre gli rimbocca le coperte in una fredda notte d'inverno e che lievemente lo accompagna tra le ricostituenti braccia del sonno. è semplice e financo ruvido come il legno grezzo, per poi prendere una bella forma stilizzata sotto le dita sapienti del suo artigiano. ci sono delle belle scene come quelle in cui nikolas insieme alle donne del paese attendono speranzosi gli uomini di ritorno dalla pesca in una brumosa serata tardo-estiva. oppure le cartolinesche scene paesaggistiche ricoperte di soffice neve che però ricordano più belle fotografie amatoriali di chi quei luoghi li vive e li ama nonostante la durezza. il regalo che nikolas lascia davanti le porte delle famiglie del villaggio è solo un piccolo ringraziamento per l'affetto e il conforto ricevuti negli anni della crescita e della formazione. una gradevole sorpresa. 

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