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La giornata balorda

Regia di Mauro Bolognini vedi scheda film

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La recensione su La giornata balorda

di mm40
5 stelle

Davide, un ragazzo delle borgate romane, cerca disperatamente un lavoro: deve sposarsi al più presto e mantenere il figlio appena nato. Nessuno sembra prenderlo sul serio, così il giovane mette in atto un improvvisato e spiacevole piano criminale.

 

Seconda pellicola ispirata ai Racconti romani (1954) di Alberto Moravia, dopo l'omonima diretta nel 1955 da Gianni Franciolini. Anche in questo caso lo scrittore prende parte alla stesura della sceneggiatura, insieme a Pier Paolo Pasolini e Marco Visconti, pescando qua e là anche dai Nuovi racconti romani (1956), dello stesso autore. La giornata balorda è un titolo che rispecchia quello del precedente La notte brava, diretto sempre da Mauro Bolognini e con lo stesso Pasolini a firmare il copione; in realtà però fra i due film non c'è alcuna affinità di contenuti. Forse Jean Sorel ha la faccia troppo pulita per impersonare un ragazzaccio di borgata, ma la sua resa sullo schermo è comunque impeccabile; allo stesso modo sorprende Valeria Ciangottini nei panni della ragazza madre, lei che soltanto un anno prima - fra l'altro debuttando su un set - era la bambina, o poco più, che Mastroianni incontrava in una celebre scena de La dolce vita. Del cast fanno inoltre parte Lea Massari, Rik Battaglia, Jeanne Valerie, Paolo Stoppa e Isabelle Corey; sufficientemente intrigante la colonna sonora jazzata a cura di Piero Piccioni. Morale pasoliniana al cento per cento - il crimine paga eccome, se non si guarda in faccia neppure a sè stessi - per un film nel quale in effetti l'apporto di Pasolini non sembra più di tanto marcato. L'amore di Bolognini per la narrativa italiana contemporanea proseguirà nel successivo lavoro, La viaccia (1961), tratto da Vasco Pratolini. 5/10.

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