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Cado dalle nubi

Regia di Gennaro Nunziante vedi scheda film

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La recensione su Cado dalle nubi

di Furetto60
6 stelle

Checco Zalone, al secolo Luca Medici, cantante neomelodico pugliese, cerca di sfondare nel mondo dello spettacolo, ma nel frattempo per sbarcare il lunario, fa il cantante di piano-bar a Polignano a Mare, dove è nato e vissuto e nei fine settimana arrotonda, prestando servizio in una gelateria. Lasciato dalla fidanzata Angela, stanca di stare con una persona che ritiene un fallito privo di prospettive concrete, col morale sotto i piedi, accetta il consiglio dello zio e si trasferisce a  MIlano, sperando che la moderna metropoli del nord, gli possa spalancare le porte del successo. Ad ospitarlo è suo cugino Alfredo, che da tempo ha lasciato la Puglia e si è ivi trasferito, dove convive piacevolmente con il compagno Manolo, ma che nasconde la sua omosessualità, soprattutto ai parenti, preoccupato dei pregiudizi morali della sua famiglia all’antica. Checco mentre si arrabatta alla men peggio, anche facendo il cameriere, incontra Marika, una bella ragazza, che fa volontariato presso l'abbazia  di Morimondo, per aiutare giovani ragazzi “disadattati” per lui è un colpo di fulmine e per conquistarla, si propone, come nuovo insegnante del corso di chitarra dei ragazzi. Il cuore di Marika invece batte per il suo professore di psicologia, con il quale sta preparando la sua tesi di laurea e non prende in minima considerazione le avances di Checco, che le sembra un sempliciotto, affettuoso ma ignorante e gaffeur. Un giorno scoprendo che il suo insegnante sfrutta il suo talento, ma non è minimamente interessato a lei, per ripicca va ad una festa con Checco, e in preda ai fumi dell’alcol, si lascia baciare da lui, che quindi si convince che Marika ricambia i suoi sentimenti, dunque si presenta a casa della famiglia della ragazza. Solo che il padre Mauro, è segretario cittadino del partito leghista e aborrisce i meridionali e peraltro la stessa Marika, vede Checco come un amico più che un fidanzato. Insomma le cose non sembrano girare, per il giovane musicista che ormai è rassegnato a tornare in Puglia.

Tuttavia incontrando per caso alcuni ragazzi che fanno musica emo-pop, ironicamente disegnati come degli autolesionisti depressi alla ricerca dell’infelicità, viene a sapere di un talent-show televisivo “I want you”. Si presenta tre volte inutilmente, ma all’ultima quella decisiva, arriva in ritardo e Roberto, il discografico della trasmissione, non ne vuole sapere di sentirlo, ma Checco decide di fare lo stesso il provino, e poi di tornarsene a casa, solo che il suo video, per caso visto e sentito dal personale della trasmissione, riscuote un sorprendente successo, spingendo la direttrice del programma, ad obbligare Roberto a contattare a tutti costi, quella gallina dalle uova d’oro. Checco, alla stazione viene raggiunto da Marika, che ha cambiato idea sul suo conto e anche da Roberto, quindi partecipa al programma e lo vince, coronando il suo sogno e raggiungendo il successo a cui tanto aspirava.

Checco e Marika si sposano in una chiesa di Monopoli, la ragazza è accompagnata all’altare dal padre, che dopo le prime ritrosie, scopre che anche molti altri militanti hanno origini meridionali. Durante i festeggiamenti nuziali Alfredo, spinto da Checco, confessa ai genitori di essere gay. Dopo un primo momento di smarrimento verrà benevolmente accettato, anche se una feroce battuta all’indirizzo dei due cugini, lascia intendere, che non tutti si sono emancipati.

Prima fatica cinematografica di Zalone in tandem con Gennaro Nunziante, primo di una lunga serie di sbalorditivi successi al botteghino. Cocktail perfetto e riuscito di tanti elementi, che ne hanno determinato la fortuna. In primis metterei la forte vis comica di Checco Zalone, la sua straordinaria mimica, il suo eloquio sgrammaticato, le sue canzoni storpiate e nonsense, le sue battute sempre politicamente scorrette, la sua sagoma, il suo apparire come una macchietta o una sorta di cartone animato, la sua maschera esilarante, condita da tanta ironia e autoironia, ne fanno un personaggio unico nel panorama cinematografico della commedia italiana, insomma Zalone buca lo schermo come pochi. Poi certo è anche aiutato da una sceneggiatura brillante e dialoghi frizzanti, sospesi tra il demenziale e il caustico. Peraltro il copione anche se lineare, è caratterizzato a tratti anche da ingenuità narrative e in alcuni momenti, la pellicola sembra più parodia che satira, ma è un fatto che si ride spesso e di gusto.

 

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