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Valhalla Rising. Regno di sangue

Regia di Nicolas Winding Refn vedi scheda film

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La recensione su Valhalla Rising. Regno di sangue

di will kane
7 stelle

Tra la serie "Pusher" e il definitivo lancio di Nicolas Winding Refn con "Drive", a livello internazionale, ci fu quest'epopea ambientata al tempo dei Vikinghi, con un guerriero guercio, dotato di forza straordinaria, ed altrettanta ferocia ( ma gli altri personaggi non sono da meno), che, in catene e usato come animale da combattimento, si libera, massacra i suoi carcerieri, risparmiando solo il ragazzino che lo accudiva, e si unisce a degli altri Vikinghi, non pagani ma cristiani, e si imbarca alla volta della Terra Santa. Ma la destinazione sarà altra... Contraddistinto da dialoghi radi e rapporti rudi, "Valhalla rising" è un film storico anomalo, anche nella filmografia del cineasta danese, per l'ambientazione che può parere fuori dal tempo, ma in realtà ha una collocazione ben precisa: tra uccisioni particolarmente barbare ed un'etica che impone la crudeltà come affermazione della propria forza, pena il soccombere agli altri, Winding Refn ha modo di disegnare un disincantato ritratto di sfiducia negli uomini di culto, mostrando già il cinismo interessato che sta dietro alla divulgata "parola di Dio", da parte di alcuni di coloro che la diramano. "One-Eye", cui Mads Mikkelsen fornisce movenze e sguardi eloquenti (ma potrebbe non essere muto, bensì non parlare il linguaggio degli europei...) è un assassino che trova uno scampolo di pietà prima della fine, ha visioni di futuro apocalittiche, ma concrete, e va incontro alla propria sorte impietosa conscio di cosa significherà umanizzarsi, e prendersi un rischio. Il lungometraggio, scabro e talvolta ostico, ha la forza delle proprie immagini, fosche e potenti, e non è tra le cose migliori di un regista che, come molti talentuosi, ha una cifra cui non ci si può porre a metà strada: o lo si apprezza, o lo si rifugge. Per il cinema che sa creare, nonostante la forte dose di violenza regolarmente immessa, sono tra quelli della prima opzione. 

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