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Cosmonauta

Regia di Susanna Nicchiarelli vedi scheda film

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La recensione su Cosmonauta

di mc 5
8 stelle

Ricordo che alle elementari ogni tanto saltava fuori la domanda trabocchetto "...pesa più un chilo di ferro o un chilo di paglia?". Ecco: questo film racconta di cose terra terra ed ha uno sfondo concreto (come il ferro), ma possiede la leggerezza di una piuma. Racconto di formazione sullo sfondo di una Roma che non c'è proprio più, dove ancora esistevano i volontari che dedicavano le loro vite al servizio del Gran Partito e la devozione alla Grande Madre Russia era talmente appassionata e candida che, guardando quei volti di "gente del popolo", la parola "KGB" era proprio l'ultima cosa che ti sarebbe venuta in mente. Un'idea di base originalissima, quella di alternare immagini di vita quotidiana con le imprese epiche dei cosmonauti sovietici in missione nello spazio, dove la Tereshkova e Gagarin diventano emblemi della potenza di un grande Partito popolare. Nelle stanze della sezione PCI del "Trullo", nella Roma anni '60, alle strategie di volantinaggio pre-elettorale si sovrappongono piccoli drammi di gelosie e ripicche sentimentali tra i giovani volontari. In particolare assistiamo alla formazione, sentimentale ed "ormonale", della giovane Luciana, che coltiva per i cosmonauti russi la stessa devozione che si riserva ai Santi, e la cui vita - compressa tra un fratello epilettico e due genitori che proprio non la capiscono- viene stravolta dalla scoperta dell'amore e del sesso. Una figura di adolescente finalmente lontana da ogni stereotipo giovanilistico a cui il cinema ci ha abituato: un pò goffa, sovrappeso, ruvida e aspra nei toni, ma in realtà sensibilissima e dolce. E' il racconto, anzichè del solito "american dream", di un "Sogno Sovietico", un sogno in cui i cosmonauti russi appaiono nella duplice veste di "supereroi" del progresso tecnologico e simboli della grandezza di un Partito che guarda al futuro. Film realizzato con evidente povertà di mezzi, tuttavia si discosta felicemente da certe "operine minimali" in circolazione, perchè, nonostante la ristrettezza della messa in scena, qui si avverte che alla base esistono un'idea forte e un'urgenza espressiva autentica. E chi ha ideato, diretto, scritto e co-interpretato tutto questo, deve avere proprio una gran bella testolina creativa. Oltre ad un nome e un cognome: Susanna Nicchiarelli. Brava.
Voto: 9 

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