Espandi menu
cerca
The Road

Regia di John Hillcoat vedi scheda film

Recensioni

L'autore

Stuntman Miglio

Stuntman Miglio

Iscritto dal 28 marzo 2010 Vai al suo profilo
  • Seguaci 124
  • Post -
  • Recensioni 1326
  • Playlist -
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su The Road

di Stuntman Miglio
8 stelle

All’epoca dell’uscita di questo film, quello di Hillcoat e McCarthy, pareva un binomio cinematografico potenzialmente interessante. Assegnare al regista australiano un’importante trasposizione del grande scrittore americano sembrava infatti la scelta più sensata, tanto più che il suo folgorante esordio – The Proposition – rimandava dritto-dritto alle infuocate pagine di romanzi come “Meridiano di sangue” o “Figlio di Dio”. Violenta desolazione, aridità di spirito, siccità di sentimenti. Avidità e sopravvivenza in un’escalation di follia primigenia che conosce solo leggi di carne e sangue. “La strada”, però, è qualcosa di più. È un racconto - e quindi un soggetto - che va oltre il rabbioso realismo dei primi lavori. Ed è qui che il meccanismo s’inceppa. Nulla da eccepire circa la messa in scena e la ricostruzione del contesto post-apocalittico, Hillcoat ha il budget e le capacità per raggiungere e fotografare il giusto livello di squallore ed inettitudine di un mondo suicida, avviato inesorabilmente verso il declino più totale della civiltà. Il ritmo c’è, gli attori - Mortensen su tutti - si dann(an)o anima e corpo, le musiche di Nick Cave contribuiscono a sottolineare l’inquietudine di un road movie sporco e indolenzito. All’interno di tutto questo, si staglia il viaggio senza meta di due sopravvissuti, padre e figlio, entrambi disperatamente alla ricerca di un motivo per non mollare. Ed ecco che scatta la trappola del racconto di formazione. Vuoi per le dinamiche di narrazione a respiro sempre più corto, vuoi per gli immancabili stereotipi di genere, il tormento interiore che tortura i protagonisti nello scritto di McCarthy viene semplificato e ridotto quasi unicamente ai conflitti che s’instaurano fra i due nel momento in cui sono costretti ad interagire con altri superstiti. Puro istinto di conservazione contro una pietas che non appartiene più a nessun luogo, forse addirittura a nessun tempo (l’orrore del presente arriva a cancellare i valori del passato?). Materiale difficile da trasporre, soprattutto partendo da un'opera letteraria considerata intoccabile da molti. Detto ciò, nonostante alcune pecche non decisive, "The Road" risulta comunque un prodotto d'intrattenimento ben al di sopra della media. Intenso ed emozionante, piacerà soprattutto a chi lo approccerà senza aver letto il testo di partenza.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati