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Franklyn

Regia di Gerald McMorrow vedi scheda film

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La recensione su Franklyn

di supadany
8 stelle

VOTO : 6/7.

Un esordio da tenere in debita considerazione, quello di Gerald McMorrow, che affronta una materia molto intrigante, ma che risulta anche molto difficile da seguire per la prima metà abbondante.

La trama consiste in quattro storie in apparenza slegate, ma che confluiranno nella seconda parte; tre ambientate a Londra, la quarta in una fantomatica Città di Mezzo.

In quest’ultima una specie di supereroe si muove all’interno di una società dove regna il più assoluto fanatismo in nome della fede.

A Londra invece troviamo un signore alla disperata ricerca del figlio, reduce di guerra, scappato da una clinica psichiatrica, un ragazzo alla disperata ricerca dell’amore (dopo essere stato abbandonato ai piedi dell’altare) ed una ragazza infelice con una predisposizione naturale per farsi del male.

La prima parte è un po’ troppo ostica, nonostante la fantasia sia notevole, soprattutto nel costruire un mondo parallelo davvero accattivante, accompagnato da alcune riflessioni (non tutte), davvero profonde, con frasi ad effetto che colpiscono l’attenzione.

Poi man mano le carte si scoprono (ma ci vogliono circa cinquanta dei novanta minuti complessivi) e l’interesse cresce di parecchio, fino a convolare in un finale riuscito che lascia una certa soddisfazione e dove i personaggi completano il proprio cammino.

Insomma come opera prima non c’è male, vanno senza dubbio segnalate capacità non di poco conto da parte del regista, sia per le sue suggestioni visive (inquietante il grigio plumbeo della Città di Mezzo) sia per i numerosi rimandi alla psiche (almeno un paio di riflessioni sono mozzafiato).

Però in futuro dovrebbe anche dare maggior ritmo alla proposizione in immagini delle sue notevoli idee.

Già così comunque è un bel vedere e tre stelle e mezzo (arrotondo a quattro perché l’idea di fondo è ottima) ci stanno tutte, poi non è tanto questione di giudizio quanto più di prospettive che sono rosee (sempre se i suoi prossimi film arriveranno da noi), sempre se questo non rimarrà un caso senza continuità.

Intanto è una piacevole sorpresa.

Su Gerald McMorrow

VOTO : 6/7.
Molto ambizioso, parte con una storia davvero troppo complicata, ma quando mette a posto i pezzi, lascia soddisfatti.
Senza dimenticare che qui mette in mostra capacità visive importanti ed anche un talento nell'esposizione di pensieri e congetture dei suoi personaggi.

Su Eva Green

VOTO : 6/7.
Disperatamente brava e dannatamente bella con l'anima a pezzi.

Su Bernard Hill

VOTO : 6+.
Sufficienza abbondante per lui.

Su Ryan Phillippe

VOTO : 6,5.
Spesso nascosto dietro una maschera, ma comunque abbastanza ispirato anche senza.

Su Sam Riley

VOTO : 6++.
Non mi ha comunicato grandi sensazioni.
Comunque più che dignitoso.

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