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Calvaire

Regia di Fabrice Du Welz vedi scheda film

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La recensione su Calvaire

di maghella
8 stelle

Dalla prima scena del film, si capisce subito che Marc Stevens, il protagonista, è un tipo che attira su di se gli sguardi di ammirazione delle donne, e delle persone in generale, come cantante girovago, gira (appunto) per case di cura e circoli ricreativi, ad allietare con le sue canzoni d'amore. I maldestri approcci di una anziana signora e della più giovane direttrice dell'ospizio, risultano imbarazzanti per il povero Marc, che riscuote il suo compenso per la serata e si appresta ad andarsene velocemente con il suo furgone, verso un nuovo appuntamento lavorativo. Questo è l'antefatto un po' insolito, che non ci fa capire bene che tipo di film si stia cominciando a vedere, ma che ci inquadra subito bene il protagonista: affascinante, gentile e ben disposto verso le persone, artista, romantico. Dopodichè il film si dirotta verso la più classica delle trame dei film dell'orrore: Marc si perde durante una notte di pioggia, prende una strada per i boschi, il furgone si ferma, si imbatte in uno sconosciuto mezzo squilibrato, si fa condurre verso una locanda sperduta gestita da un rozzo e anomalo signor Bertel. Quello che attende il nostro sventurato Marc, è un abisso di incredibili perversioni, un villaggio di soli uomini che si accoppia con animali, tutti innamorati di una mai dimenticata moglie del locandiere scappata anni addietro, e proprio il locandiere si rivelerà l'orco della situazione. Impersonifica Marc con la sua perduta amata, imprigionadolo nei vestiti da donna, rapandolo a zero, costringendolo ad accoppiamenti. Quando gli abitanti del villaggio si rendono conto della nuova venuta, invadono la locanda dando inizio ad una vera e propria macelleria. Marc in tutto questo riesce a scappare, e comincia, per me, la parte più bella e originale del film, cioè l'inseguimento da parte dei bruti del povero Marc, che ferito, sempre vestito da donna, scappa per i boschi innevati, tutti avvolti dalla nebbia del mattino, come in una atroce caccia, il paesaggio si fa sempre più lugubre e surreale, portandoci ad un finale veramente di effetto suggestivo. Bellissimo film, girato benissimo, con idee originali su una trama abbastanza scontata. Molto creativa la scena dove gli abitanti del villaggio ballano come zombie, tra di loro, in una improbabile taverna. Il regista azzarda e lo fa bene, non lasciandosi prendere la mano, ma sperimentado soluzioni appropriate per raccontare il vortice di orrore nel quale è cascato il nostro Marc.

Su Fabrice Du Welz

Molto buona, originale e creativa.

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