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Ultimatum alla Terra

Regia di Scott Derrickson vedi scheda film

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La recensione su Ultimatum alla Terra

di mc 5
6 stelle

Finalmente un film di fronte al quale uno sa come porsi, senza timore di restare spiazzati: un bel blockbuster da multisala, che dà ciò che promette a chi non è disposto ad andare troppo per il sottile. E, guarda caso, il film in questione è subito schizzato in testa al box-office italiano. A parte queste considerazioni forse un pò ciniche, il sottoscritto si è (moderatamente) divertito. Come tutti ormai sanno, trattasi di remake di un classico americano datato 1951. A dire il vero dell'originale, che vidi in tv in tenerissima età, conservo come unico ricordo la faccia smilza del protagonista Michael Rennie, ben diverso come aspetto da quella specie di modello di Armani che è Keanu Reeves. Non ricordo affatto quale fosse il "verbo" del visitor nella versione originale, ma immagino si differenziasse rispetto a quello attuale, dato l'avvenuto mutamento dello scenario mondiale. Per la precisione, il messaggio di cui il "simpatico" (si fa per dire) Klaatu si fa portavoce suona pressappoco così: "Uomo, tu sei fuori di testa, hai rivoltato come un calzino l'ambiente del pianeta in cui vivi, e adesso c'hai pure il coraggio di dire "non lo faccio più"? Sai che ti dico, Uomo?? Mò sono cavoli tuoi, io ti rovino! ". Di fronte ad un simile ultimatum si crea una fibrillazione pazzesca, gli scienziati più sensibili cercano di "trattare", mentre i militari e i politici, al solito, non capiscono e -anzi- reagiscono peggiorando le cose. Ma il nostro "simpatico" (si fa sempre per dire) Klaatu mantiene un atteggiamento imperturbabile della serie "cari i miei fessacchiotti, è inutile adesso che provate ad arruffianarmi che tanto ormai la frittata è fatta". Senonchè, verso il finale, commosso dagli occhi meravigliosi di Jennifer Connelly e dalla tenerezza del pargoletto di Will Smith, ci fa intuire che "ci metterà una buona parola". Chiedo scusa se ho fatto un pò lo scemo nel raccontare la vicenda, ma mi pare evidente che una trama del genere è un pò improbabile nel caso uno la volesse prendere sul serio. Anche perchè l'assunto dell'uomo-che-ha-rovinato-il-pianeta-e-adesso-gli-si-ritorce-contro mi sembra di averlo già sentito da qualche parte, e, comunque, rappresentato in questa forma (il castigamatti venuto dallo spazio) fa solo sorridere. Scherzi a parte, la storia è messa in scena con decenza e, pur senza essere appassionante allo spasimo, rientra comunque nei canoni consueti del genere fanta-action-thriller. Insomma, la forma è buona e compensa i limiti insiti nella sostanza. Figuratevi che Klaatu quando si manifesta per la prima volta agli umani, mica lo fa in tono dimesso: no, lui arriva "col botto". Atterra a Central park all'interno di una palla gigante; ma la nota curiosa è che non arriva solo, si fa accompagnare da un amichetto, vale a dire una specie di incazzereccio Robocop delle dimensioni di un King Kong. Dimenticavo che il disprezzo di Klaatu verso il genere umano non si limita a quell'aria schifatina che egli mantiene per tutto il film, ma si manifesta sguinzagliando degli sciami d'insetti tipo "piaga biblica" che provocano veri sfracelli. E adesso diamo un'occhiata al cast, nel cui ambito va detto che ogni attore adempie al suo ruolo alla perfezione, e ciò a prescindere da situazioni più o meno ridicole o inverosimili. La sorpresa è forse il piccolo Jaden Smith (sì, è "il figlio di"), il cui destino d'attore pare essere già scritto, tanto è l'istrionismo che lo anima, unito ad un gigioneggiare infantile non comune. Una segnalazione per la "matronale" Kathy Bates, attrice di provatissima esperienza, ma che pare faticare a trovare i ruoli giusti e il cui talento ultimamente va spesso sprecato. E adesso lasciatemi un momento di sincera partecipazione emotiva per tributare tutto il mio rispetto verso un uomo che da sempre adoro e a cui vorrei, se potessi, stringere affettuosamente la mano: sto parlando di uno dei miei miti, John Cleese. John anche qui, con pochissimi minuti a disposizione, con quel suo inconfondibile faccione, pare portare in dote al film Intelligenza, Sensibilità, Umanità. E adesso le note dolenti, ma da due punti di vista opposti. Personalmente, con questo film, io ho due tipi di problemi, che hanno un nome, anzi due: Reeves e Connelly. Più d'un critico ha fatto notare che il buon Keanu esibisce qui un'aria algida e sostanzialmente inespressiva. Ebbene, lo so, so perfettamente che è il copione che glielo impone: che alieno sarebbe se non avesse quell'aria di "chi ha la testa da un'altra parte"? Tuttavia, se faccio un piccolo passo indietro, e vado al film precedente che lo vedeva nei panni di un tormentato poliziotto ("La notte non aspetta"), ritrovo la STESSA IDENTICA "maschera" sul suo volto. E allora come la mettiamo? Non sarà che Reeves come attore andrebbe un pò ridimensionato? Non sarà che è un tantino "bollito" oppure (chissà) magari è afflitto da qualche problemino psicofisico (vizi?) che tende a minarne le possibilità espressive? Non sarà che in fondo non è mai stato una cima d'attore? Mah. E veniamo al secondo problema. Non è la prima volta che mi espongo al ridicolo su questo tema, visto che ne faccio cenno ogni volta che mi capita di commentare un film cui prende parte Jennifer Connelly. Questa donna mi ha "plagiato", mi ha reso succube. Ogni volta che quei suoi INCREDIBILI occhi vengono inquadrati in un primo piano,
io provo qualcosa che mi fa star male, che mi provoca un disagio, una sensazione piacevole ma destabilizzante. Jennifer: i tuoi occhi sono l'ottava meraviglia del mondo...Vabbè, dopo quest'ultima sciocchezza, vado a concludere rimarcando il "senza infamia e senza lode" che caratterizza la pellicola, comunque guardabile e dignitosa pur senza essere indimenticabile.
PS: ma davvero qualche bacetto fra madre e figliolo possono bastare a spezzare il cuore a un alieno programmato per sterminare la razza umana? Maddài, ma in quale film??! Ehm...in questo.
Voto: 6 e 1/2

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