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Agente speciale 117 al servizio della Repubblica: Missione Cairo

Regia di Michel Hazanavicius vedi scheda film

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La recensione su Agente speciale 117 al servizio della Repubblica: Missione Cairo

di alan smithee
6 stelle

Prima divertente avventura dell'affascinante agente segreto Hubert Bonisseur de la Bath, nome in codice OSS 117. Dieci anni prima del secondo strepitoso capitolo (che per ragioni tecnico/pratiche ho visto prima di questo), e dunque nel 1955, l'agente segreto piu' glamour, superficiale e sopravvalutato di Francia viene mandato a Il Cairo per indagare sulla misteriosa scomparsa del collega OSS 283. Tra coperture tramite societa' di allevamento di polli (strepitoso il "duello" a suon di lancio di polli, tra nuvole di piume), spie piu' o meno implacabili, re egiziani cacciati che meditano di tornare al potere, fanatici religiosi che tentano di sventare questa possibilita', Hubert sembra la persona meno adatta per affrontare questa complessa situazione; ma la fortuna, si sa, sta sempre dalla sua parte e nonostante le gaffes a profusione, anche questo caso cosi' complesso trovera' la sua soluzione. Girato come il seguito (e come il bellissimo ultimo The Artist) con lo stile tipico e stereotipato del periodo nel quale e' ambientato, il film e' piuttosto divertente di un umorismo e gag a tratti riuscitissime, soprattutto quando Jean Dujardin accenna anche al minimo scatenato passo di danza, dando al film un ritmo travolgente. E l'ironia dirottata sul suo fisico prestante, sulla sua impeccabile impostazione da James Bond tutto esteriore che non rinuncia al capello pettinato neppure sott'acqua, alla rozzaggine nei confronti dell'altro sesso, lo rendono un personaggio spassosissimo, quasi un monito semiserio alla superficialita' dilagante che oggi ancor piu'che negli anni '50 e '60 regna sovrana.
Hazanavicius cresce di film in film in progressione geometrica notevole, per cui attendiamo col fiato sospeso la quarta opera, alla quale speriamo stia gia' almeno pensando.

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