Espandi menu
cerca
Yes Man

Regia di Peyton Reed vedi scheda film

Recensioni

L'autore

mc 5

mc 5

Iscritto dal 9 settembre 2006 Vai al suo profilo
  • Seguaci 119
  • Post 1
  • Recensioni 1059
  • Playlist 57
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Yes Man

di mc 5
8 stelle

A volte nella vita ci si trova a dover competere con chi non si sarebbe mai sospettato di avere come avversario. Discorso balzano per dire che il fato o la sorte (o quello che è) ha voluto che si trovassero uno di fronte all'altro, impegnati in una sfida non epocale ma comunque determinante ai fini del box-office, due film così diversi come "Sette anime" di Muccino e questo "Yes man" dell'assai meno noto Peyton Reed. In effetti le due pellicole hanno ben poco da condividere, se non che un destino bizzarro le ha contrapposte frontalmente nelle uscite cinematografiche dell' ultimo weekend. Per la cronaca: come largamente prevedibile, Muccino è nettamente in testa negli incassi del fine settimana (del resto si sa che al cinema, se per i maschietti c'è una cosa che tira sempre e sappiamo qual'è, per una parte dei maschi e per tutte le femmine ce n'è un'altra che tira altrettanto: la lacrima). Se ha un senso che io esprima una mia opinione in merito, la pellicola di Muccino mi coglie diffidente perchè (a quanto ho saputo da buoni informatori) pare sia zeppa di meccanismi automatici che inducono alla lacrima: non ci sarebbe nulla di male per uno come il sottoscritto predisposto a commuoversi al cinema, ma ciò che mi atterrisce è quel prevedibile stile super PATINATO a cui Muccino sembra aver venduto l'anima da quando ha deciso di farsi accettare a tutti i costi dallo showbiz americano. A parte il fatto che i critici americani lo hanno "mazzolato" a dovere per quest'ultimo "lacrima-movie", vedremo ora se Muccino reagirà con un sussulto artistico di "italianità" oppure se -al contrario- si genufletterà ulteriormente americanizzandosi ancor di più. E stavo pensando a quella sorta di esperimento cine-antropologico che mi ha visto protagonista involontario lo scorso week end. Mi trovavo all'interno di una multisala, nei pressi dell'ingresso-uscita dalle diverse sale, nel momento in cui erano appena terminate le proiezioni di "Sette anime" e di Yes man".. Beh, sarebbe stato divertente riprendere con una videocamera lo spettacolino: il gioco consisteva nel riconoscere (ed era facilissimo!!) quale dei due film le varie persone avevano appena visto. C'erano infatti visi che esprimevano sorrisi compiaciuti e beati, alternati a coloro che invece parevano reduci da un funerale...con il top raggiunto da due-tre ragazze che si asciugavano le vistose lacrime con i fazzoletti! Che meraviglia! Potenza della Hollywood professional-patinata di Muccino!!! Scusate la lunga digressione, ma è che col Muccino americano io ho il dente leggermente avvelenato (forse s'era capito...). Su questo film ("Yes man") esistono da parte della critica, due correnti di pensiero: una è quella, se vogliamo anche banale, di chi dice in sostanza che si è divertito e che Carrey è di nuovo in forma e fa ridere in un contesto di film gustoso, dotato di buon ritmo, belle canzoni e poca noia. Ma c'è anche chi sostiene che Carrey la deve piantare con le smorfie e la faccia di gomma perchè (scusate il francesismo) "ha rotto il cazzo". Ora: sia chiaro che io supporto in pieno la prima delle due tesi. Anzi, ritengo che Carrey abbia generosamente dimostrato la sua ampia versatilità: certo, l'incursione (peraltro fulminea e destinata a rimanere unica) nell'horror di "Number 23" si è rivelata un fallimento, ma penso lo si possa perdonare a chi ci ha regalato gemme come "Truman show", "Man on the moon", "Eternal sunshine""....tutte grandi prove d'attore. Ma lasciatemi dire che io adoro il vecchio Jim anche quando fa le facce di gomma, mi fa sentire e tornare bambino e mi fa percepire che anche lui, quando fa quelle facce, si senta tornare un pò bambino...e allora viva quelle facce!!...E il mio ricordo va a quando, ormai parecchi anni fa, ebbi a subire un vero processo di fascinazione e restai fra lo sconvolto e lo strabiliato ammirando le sue doti immense di fantasista in "The Mask": chiaro che dietro quelle smorfie inaudite da "freak" si nascondeva un colossale talento da istrione. E siccome mi voglio adeguare allo spirito bizzarro del film, adesso vado a parlare di qualcosa che di solito si cita in fondo ad ogni recensione: i titoli di coda. A parte che essi racchiudono un piccolo gustoso "extra", sono realizzati graficamente in modo eccellente, e vi appare peraltro a chiare lettere il nome di coloro che hanno curato la colonna sonora, magnifica, del film: si tratta del fantastico gruppo indie americano degli EELS, geniali ancor più del loro solito. La trama del film non è nulla di eccezionale ma è carina ed offre parecchi spunti simpatici. Jim Carrey è un bancario rassegnato (dopo che la moglie lo ha piantato) ad una esistenza grigia e monodimensionale, senza guizzi nè sorprese. Ma un "guru della comunicazione" gli cambierà la vita, convertendolo ad una nuova sorta di filosofia che consiste nel dire "sì" ad ogni cosa il destino gli proponga. Da qui, equivoci, gag e follìe a non finire, in cui Jim si abbandona ad ogni sorta di regressione e delirio espressivo, proprio come ai vecchi tempi delle sue folli commedie, ma con in più la maggior maturità acquisita attraverso le svariate esperienze artistiche intercorse negli anni. Secondo alcune interpretazioni, il film pare intercettare un cambiamento di atteggiamento che è nell'aria nella società americana, in concomitanza con l'arrivo di Obama: una forma di moderato ottimismo diffuso e di maggior fiducia nel prossimo, che si pongono in contrasto con la diffidenza e la cupa negatività generate dell'11 Settembre. Uno dei fattori per me più emozionanti è la presenza di un attore di cui ho sempre avuto una visione...monumentale. Nel senso che per me lui è un "monumento" artistico. Sto parlando del meraviglioso Terence Stamp, i cui "occhi di ghiaccio" sono una di quelle cose che resteranno in eterno nella Memoria del Cinema. E concluderei con la nota più adorabile e graziosa del film, quella meraviglia di "occhi di ragazza" che si chiama Zooey Deschanel. Questa signorina mi ispira di tutto: sesso, simpatia, affetto, allegria...In mezzo a tante star femminili dello spettacolo che se la tirano da dive e divette, lei è sempre lì con quell'aria giocosa da ragazzotta un pò svitata e un pò burlona che la rende (almeno a me) di una simpatìa contagiosa. Nel film c'è poi un curioso risvolto collegabile alla sua persona: lei interpreta una tipa dagli innumerevoli interessi, fra cui il rock'n'roll, dato che canta in una band (ovviamente immaginaria) intitolata "Munchausen by proxy". E il bello è che la deliziosa Zooey nella vita ha davvero una folle passione per il rock, tant'è vero che è la metà di un duo indie-pop-folk chiamato "She & Him", col quale ha inciso un CD e che la vede impegnata -quando è libera dal cinema- in tour nei club americani. Anzi, sapete che vi dico? Mi sono fidanzato giusto pochi minuti fa con Zooey Deschanel, solo che ho bisogno di qualcuno che glielo faccia sapere.... Sapete com'è...Zooey si sposta continuamente per lavoro e ha anche appena cambiato il numero di cellulare: se qualcuno la becca le faccia sapere che adesso è la mia ragazza. Wow. (Sognare non costa niente, diceva un tizio).
Voto: 9 e 1/2

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati