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Blindness

Regia di Fernando Meirelles vedi scheda film

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La recensione su Blindness

di bradipo68
6 stelle

L'inizio è alla Kyoshi Kurosawa.Un uomo in mezzo al traffico improvvisamente diventa cieco senza alcuna ragione apparente.L'oculista che lo visita parla di amaurosi,cioè di cecità nervosa,come se qualcuno avesse staccato il cavetto che collega il cervello alla rètina.Ma invece di vedere tutto nero il diretto interessato vede una nebbia bianca che confonde tutto quello che lo circonda.Il cervello vede ,è l'occhio che non vede.Ma non è agnosia(cioè mancato riconoscimento di oggetti).I casi si moltiplicano e gli "infetti" vengono chiusi dentro una specie di sanatorio dove sono abbandonati a se stessi e alle logiche animali che regolano le gerarchie.I più forti controllano il cibo e i più deboli sono costretti a compromessi sempre più onerosi per mangiare.Fino a che grazie all'unica di loro che vede(la moglie dell'oculista) scoprono che non c'è più nessuno che li controlla militarmente,fuggono e fuori da quelle quattro mura trovano un mondo devastato e regredito per soddisfare i bisogni primari di tutti i ciechi che si aggirano come zombies per le vie della città.Tratto da un romanzo di Saramago il film di Mereilles sembra indeciso tra il percorrere la strada del racconto allegorico oppure quella del disaster movie.Da una parte l'esigenza artistica e dall'altra quella commerciale.E questo probabilmente perchè l'autore del romanzo,prima di cedere dopo lunga trattativa i diritti sul romanzo aveva posto alcune condizioni dirimenti.Nessun nome ai personaggi,epoca e luogo imprecisati,nessuna deriva horror con comparsa di zombies o creature simili.E'per questo che ,soprattutto nella parte centrale,quella al sanatorio,la regia di Mereilles si sofferma sul rapporto tra i vari gruppi che ripropongono in piccolo quello che succede in natura.Solo il più forte si alimenta e sopravvive ,in più detta le regole ai più deboli se questi ultimi non hanno intenzione di scatenare la lotta per il dominio.L'uomo avulso dal progresso che ha creato il suo modo di vivere è totalmente sradicato e vive seguendo le logiche elementari di animali non ragionevoli.Ma la sua intelligenza permette di intorbidire tutto con il suo discutibile senso morale che lo fa scendere nell'abisso dell'abiezione.Blindness è la storia della regressione dell'uomo allo stato animale una volta che è privato del suo mondo e modo di vivere.C'è però spazio anche per sentimenti più nobili e non solo per pulsioni fisiche:si può sviluppare il senso di solidarietà e "guardare" al futuro con una speranza.Blindness è un film trasversale di indubbio impatto visivo e che pone questioni non banali al limitare della filosofia.Forse troppo per il pubblico che infatti non si è mostrato interessato.Un'opera ambiziosa e imperfetta al di fuori delle logiche hollywoodiane confezionata con cura ma che risente in alcuni momenti di una staticità evidente.Girato tra Toronto,San Paolo del Brasile e Montevideo,tra i suoi produttori compare anche la FIAT.

Su Fernando Meirelles

buono il lavoro sugli attori ma resta indeciso sull'indirizzo del film

Su Julianne Moore

piuttosto brava

Su Mark Ruffalo

non male

Su Alice Braga

discreta

Su Yusuke Iseya

non male

Su Yoshino Kimura

notevole

Su Don McKellar

non male

Su Danny Glover

una buona prova

Su Gael García Bernal

caricato a pallettoni

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